DAL CULTO DELLA MORTE AL CULTO DELLA VITA

I funerali del giovane Francesco, morto a causa di un banale incidente di moto, hanno visto la partecipazione commossa di una folla immensa sia per condividere il dolore della famiglia, fortemente provata per la perdita, sia per la morte avvenuta, così tragicamente e prematuramente, destando impressione in tutta la riviera jonica.”Sarai sempre con noi” è stato l’ultimo saluto, stampato sulle magliette nere, di tantissimi giovani intervenuti al rito funebre col desiderio di mantenere vivo il ricordo di Francesco e scacciare dalla mente quel distacco fatale che non consentirà più di avere nel gruppo la simpatia e la briosità dell’amico scomparso.” Mai più le fesserie” quale grido soffocato nel petto, sembrava fosse scolpito nei volti tristi e negli occhi umidi di tutti quei giovani composti e silenziosi attorno alla bara. Questo evento luttuoso, oltre al dolore, la pena, la rabbia, l’ingiustizia, l’incomprensione, ha lasciato nei cuori dei più giovani un monito solenne e significativo : la vita è un dono prezioso e lo è ancor di più nel fiore degli anni. Per questo è opportuno dare il giusto valore al tempo che si vive, coltivare adeguatamente ogni età e mettersi in ascolto per individuare il proprio compito vitale e scoprire ciò che dà senso pieno al quotidiano. Bisogna pensare alla vita non tanto come un peso da portare, quanto come progetto da sviluppare sia ricevendo che dando, non considerarsi parte di un programma dettato dal di fuori o dall’alto, ma una struttura spirituale, costituita da corpo,anima e cuore che rappresenta la persona frutto delle diverse esperienze positivamente e negativamente accumulate durante la propria esistenza. Così si può imparare dagli eventi e si diventa capaci di riconoscere il buono che si presenta nelle varie situazioni della storia, senza per altro esserne consapevoli. Infatti è difficile comprendere ciò che appare come male, ingiusto, assurdo, anche se, inconsapevolmente, quasi sempre determinato dall’agire dell’uomo. Nei momenti della disgrazia, dell’angoscia e dell’oppressione si è tentati di cadere nella sfiducia e nella disperazione. Invece è bene vedere, al di là del lutto e del dolore che logora la forza e strazia i cuori, la via della consolazione, della speranza e della fede. E’ proprio ciò che traspare dall’atteggiamento di ricerca, dall’ansia e dall’inquietudine dei giovani, nonostante le tante forme di trasgressioni ed i percorsi a volte superficiali, incostanti e rischiosi scelti in maniera incosciente e senza cura di se stessi e degli altri. Purtroppo queste scelte, sull’onda di un piacere effimero e precario secondo un condizionamento di massa molto efficace e relativo alla cultura del tempo che disorienta e propina beni di facile consumo, conducono ad un cammino di morte, delineantesi attraverso varie modalità di autodistruzione, di aggressività, di alienazione, di illusione. Per questo motivo, a qualche giorno dal funerale, per non dimenticare il profumo e la gioia di vivere di Francesco, il gioiello prezioso della mamma, siamo invitati a scegliere un cammino di vita qualsiasi cosa ci capiti ed in qualsiasi circostanza della nostra esistenza. Innanzitutto si dovrebbero definire gli obiettivi realizzabili nello stato in cui si è, perseguendoli con fedeltà, ed accettare la propria condizione umana con i limiti della creaturalità. Poi è opportuno sapere di essere creature originali, amate in modo unico per cui è necessario diventare ciò che si è in Dio, alla ricerca del proprio nome e della propria identità, curando e trasformando continuamente gli stili della relazione. Infine è bene considerare l’unità della persona e l’armonia di tutte le sue componenti, corpo, anima e cuore in modo da prendersi cura della vita spirituale, prestando attenzione continua all’armonia delle tre componenti della persona con un sano equilibrio, ed in modo da accogliere con gioia i doni divini da offrire ai fratelli, entrando in una feconda dimensione comunitaria in cui ogni persona sviluppa il proprio compito vitale e si configura pienamente nell’essere uomo dentro l’amore di Dio.   

 

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