TaoArte, “Amore e Psiche” al Teatro Antico

TAORMINA – Uno straordinario evento in scena oggi per il cartellone estivo di Taormina Arte. Al Teatro Antico è in programma La Favola di Amore e Psiche che debutta al Teatro Antico in prima nazionale.  Tratto da L’Asino d’Oro di Apuleio, per la regia di Renato Giordano, lo spettacolo (che sarà replicato domani domenica 27 luglio) vede protagonisti il noto attore napoletano Peppe Barra e un grande ballerino coreografo da anni protagonista della danza internazionale, André De La Roche. Insieme a loro un cast d’alta qualità di attori, danzatori e musicisti che preannuncia uno splendido  appuntamento all’insegna del sogno e la suggestione.
“C’era una volta un re ed una regina che avevano tre figlie bellissime” così inizia la Favola di Amore e Psiche, centro, anzi Cuore del romanzo l’Asino d’oro di Apuleio. E l’inizio si tramuta nel prologo più tradizionale e suggestivo delle migliori favole, come l’archetipo ideale di tante fiabe moderne. “L’Asino d’oro” è uno dei due grandi romanzi “moderni” dell’antichità romana (e non solo) insieme al “Satyricon” di Petronio, e non a caso , dopo aver affrontato con successo lo scorso anno il Satyricon, ora Giordano punta nella messa in scena dell’Asino d’oro (conosciuto anche col titolo di Metamorfosi). In scena andrà per l’occasione la parte centrale di un intero romanzo che è senz’altro la più bella, poetica e suggestiva, “la favola di Amore e Psiche”. Psiche, ovvero una creatura talmente bella da suscitare invidia addirittura in Venere che irata dall’esistenza di una mortale che adombrava la sua bellezza decide di punirla, eliminarla, facendola innamorare di una mostruosità, ed invia Cupido-Amore per farla trafiggere con un dardo di passione nei confronti di quanto di peggio si potesse trovare, uomo o animale, sulla terra. Ma Amore, alla vista di Psiche se ne invaghirà, salvandola da rovina e morte, e portandola in un suo castello fatato, dove la notte saprà assisterla senza farsi mai vedere in volto. Le due sorelle verranno quindi invitate al castello da Psiche ed invidiose preparano un piano per rovinare la sorella rimasta nel frattempo in cinta del suo amante misterioso. “E’ un mostro, una bestia, un serpente, tu sorella, per salvarti e salvare la creatura che porti in grembo, lo devi uccidere, mentre lui dorme di notte, dopo l’amore”: cosi la giovane ci crede, si prepara al delitto, ma poi una lanterna illumina il vero volto del suo amato, ed il pugnale le cade dalla mano, e per punizione perde tutto, Cupido volerà via abbandonandola, mentre Venere ancora la cerca per eliminarla. Dopo una serie di avventure di viaggio e d’espiazione, compresa la discesa agli inferi, l’amore trionferà. L’opera di Apuleio – spiega Renato Giordano – è stata poi ispirazione di tantissime favole moderne, dalla “Bella e la Bestia” a “Biancaneve” a “Cenerentola” alla “Sirenetta”, passando attraverso grandi capolavori letterari, per citarne uno solo, il “Sogno di una notte di mezz’estate” di Shakespeare. Ed ha stimolato l’inventiva di schiere di pittori e scultori, ricordiamo a caso Botticelli, Giulio Romano, Canova. E la morale, se una morale si vuol trovare, dietro un velo di happy end-decadente, è inquietante, o perlomeno fa riflettere: Se vuoi essere felice, anima mia, non voler sapere com’è fatto il tuo amore”. Il testo e il linguaggio di questa favola si riveleranno strabilianti, multietnici , saltando vertiginosamente dall’arcaismo al neologismo, tipico di un artista vissuto in un periodo in cui l’impero romano, era ormai un mix di lingue e culture, un gran bazar di idiomi, culture , filosofie e religioni. Giordano ha per l’occasione provato a riportare in alcuni tratti dell’opera, questa complessa e pressoché intraducibile caratteristica utilizzando e mischiando all’italiano il napoletano, il siciliano ed insieme a loro anche inserendo parti (cantate) in latino e frammenti in altre lingue ancora (greco, aramaico…). Un’affascinante ventata di novità per raccontare in una rinnovata chiave di lettura la più bella e suggestiva storia d’Amore di tutti i tempi, dove dall’unione tra l’Amore e la Psiche si genererà la Voluttà e l’assoluta compenetrazione delle Anime”.

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