Taormina. Turismo in crisi, nessuna autocritica

TAORMINA – Le recentissime statistiche sul movimento turistico a Taormina (- 9,08 presenze rispetto al 2007) hanno, ancora una volta, fatto gridare allo scandalo, hanno paventato una crisi di dimensioni “bibliche”. Non ha fatto scattare, a Palazzo dei Giurati e tra gli addetti ai lavori,  nessun moto d’orgoglio e d’autocritica. Ormai far suonare le campane a morto ogni volta, si affronta l’argomento turismo è diventata una sorta di moda, anzi uno stucchevole tormentone. Si parla delle presenze negli alberghi cittadini senza cercare di fare un’analisi sulla scorta delle informazioni che fotografano la situazione in campo regionale e nazionale. Forse, basterebbe andare a leggere i dati che si riferiscono alle più note stazioni turistiche del “bel Paese” per capire che il problema è nazionale, globale. Condividere la questione con  altri, molti altri, non può considerarsi un grande conforto. Anzi, deve far riflettere maggiormente.
Un qualche segnale pare arrivare dal governo regionale.
Il vicepresidente della Regione siciliana e assessore al Turismo Titti Bufardeci ha incontrato una delegazione di Confesercenti guidata dal segretario regionale Giovanni Felice e dal responsabile di Assoturismo Andrea Corso. “Alla Confesercenti ho confermato la volontà di avviare un percorso di concertazione – ha detto Bufardeci – per giungere in tempi brevi alla stesura di una legge quadro per il turismo in Sicilia. Già dalla settimana prossima, partiranno le consultazioni perché è ormai indispensabile avviare questo percorso di riforma tanto atteso. Dobbiamo lavorare per rendere moderno e competitivo il sistema turistico regionale”. Per i vertici di Confesercenti si è trattato di un primo positivo segnale d’attenzione da parte del governo regionale. “Noi, pur trattandosi di un primo incontro – ha sottolineato Corso – abbiamo segnalato le priorità: puntare alla qualità dei servizi e garantire il coordinamento tra enti locali”.
L’assessore regionale, almeno sino ad oggi, non ha ritenuto necessario incontrare gli amministratori di Taormina, la “capitale del turismo siciliano”. Eppure, sentire gli umori e registrare le esperienze degli operatori e dei politici taorminesi potrebbe fornire al governo regionale imput ed informazioni necessari per valutare ed affrontare al meglio i problemi attuali che pesano sul turismo siciliano. Bufardeci, da quando si è insediato, non ha ritenuto opportuno venire “in visita” a Taormina per tastare il polso della città simbolo del turismo isolano. Lo farà nel prossimo futuro? E’ augurabile visto che Taormina, per quello che rappresenta, merita particolare attenzione da chi pensa di governare il turismo siciliano in maniera accorta. “Dobbiamo lavorare per rendere moderno e competitivo il sistema turistico regionale”. Esatto ma, all’assessore Bufardeci, forse, bisogna ricordare che se Taormina “soffre” tutta la Sicilia ne risente, se Taormina “perde colpi” vuol dire che l’intero apparato turistico siciliano è in difficoltà. Se, però, l’assessore regionale si scorda di Taormina è indispensabile che gli amministratori e gli operatori locali  insieme (e perché no?) a quelli del comprensorio si mobilitino per cercare il confronto, per esporre i problemi più evidenti. Il sindaco Passalacqua e l’assessore al Turismo, Italo Mennella, per esempio, potrebbero chiedere a Bufardeci un incontro urgente. Meglio sarebbe invitarlo a Taormina per un’analisi attenta e puntuale delle questioni in campo.
Di argomenti da affrontare ce ne sono diversi. Ecco un breve elenco: una legge speciale (ne ha parlato Passalacqua in campagna elettorale), un piano di finanziamenti per ridare smalto alle infrastrutture cittadine e comprensoriali, un progetto culturale e di un piano delle manifestazioni da inserire nel “pacchetto Taormina”, un programma per la gestione dei beni culturali (Teatro Antico, Isolabella, Castel Tauro, Badia Vecchia, Palazzo Ciampoli, Palazzo Corvaja, Palazzo Vecchio), e naturalistici (Isolabella, Parco dell’Alcantara, Giardini Pubblici), la stabilizzazione di TaorminArte con la creazione dell’attesa Fondazione.
Per iniziare a discutere, insieme al governo regionale di Lombardo e Bufardeci,  sul futuro del turismo di Taormina, del suo comprensorio per arrivare a quello dell’intera Sicilia, agli amministratori potrebbe essere utile cominciare dal bollettino statistico, relativo al periodo gennaio-giugno, stilato dall’Azienda Soggiorno e Turismo, un ente in via di smobilitazione e del quale non si conosce il futuro. I dati pubblicati sono chiarissimi: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono andate perse 37.590 presenze ( il 9,08 per cento). Il calo è meno pesante sul piano degli arrivi: – 6.875 pari al 5,87%.
 

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