La “febbre rosa” contagia la riviera jonica

Grandi emozioni sportive oggi pomeriggio a Messina e in provincia,   per il passaggio del Giro d’Italia con divieti di sosta e di transito delle auto rispettati lungo tutto il percorso della carovana. Tutti i Comuni avevano disposto l’ordinanza che disciplinava la circolazione viaria su numerose strade.
Suggestivo il quadro balzato agli occhi dei cittadini della riviera sin dalle prime ore della mattinata, quando la Statale è apparsa priva di auto in sosta. Un’immagine d’altri tempi, lontana dagli ingorghi e dai frastuoni quotidiani. Altrettanto suggestive le immagini giunte ai telespettatori che hanno seguito la tappa attraverso la Tv, a partire dalla splendida veduta di Capo S. Alessio e della riviera jonica.
L’ultima volta, il Giro d’Italia aveva fatto tappa nella città dello Stretto nel 1999. La prima, nel lontano 1930.
Quello odierno è stato un pomeriggio di festa e di colori, con migliaia di persone a fare da cornice ai cigli della strada già un’ora prima del passaggio dei corridori. Ad alleviare l’attesa, le auto pubblicitarie e i furgoncini con i gadget della corsa rosa: maglietta, bandana, cappellino, zainetto e occhiali da sole, tutto a 10 euro.
Ad Alì Terme, ad applaudire i ciclisti c’erano anche le suore, contagiate dalla febbre rosa.
Un evento da non perdere, con appassionati e non a fotografare l’evento, a cercare tra i protagonisti della blasonata corsa, la maglia rosa del 30enne Franco Pellizzotti, salito sul podio più alto ieri ad Agrigento al termine della seconda tappa, dopo il trionfo di Riccardo Riccò. E poi a cercare la maglia iridata del campione del mondo Paolo Bettini.
La Statale 114 è stata invasa dai 195 professionisti del pedale, divisi nelle 22 squadre che partecipano alla corsa.
La tappa di oggi, la Catania-Milazzo, 221 chilometri per velocisti, con l’Etna e lo Jonio a fare da scenografia mozzafiato, è stata l’ultima della tre giorni siciliana del Giro.
Il percorso ha  toccato la Perla turistica del nostro comprensorio, Taormina. La carovana dei ciclisti e delle auto, dei tir e dei mezzi pubblicitari al seguito è passata dalla Nazionale, dal torrente Sirina al torrente Mazzeo, accolta tra l’altro anche da parecchi turisti incuriositi dall’evento.
I 195 corridori hanno quindi proseguito la marcia lungo tutti i paesi della riviera: Letojanni, S. Alessio, S. Teresa, Furci e Roccalumera dove all’altezza del palazzo muncipale è stato posto un traguardo volante con un premio di 500 euro in palio, andati allo svizzero della Cofidis, Buffaz, professionista dal 2003, in fuga insieme ad altri cinque atleti. Grande folla e grande entusiasmo tra la gente, che passata la carovana è tornata a casa per seguire in tv il resto della tappa. Facendo tra l’altro attenzione anche  a qualche gaffe dei telecronisti che hanno sottolineato l’ingresso della corsa in provincia di Messina quando i corridori sono giunti a Tremestieri. In realtà in provincia di Messina c’erano entrati a Giardini Naxos e quello di Tremestieri era solo l’ingresso nella città dello Stretto.
Dopo aver attraversato Nizza di Sicilia, Alì Terme, Itala e Scaletta, la carovana si è diretta nel capoluogo, attraversando le vie del centro della città dello Stretto, per poi dirigersi ai laghi di Ganzirri e Milazzo dove, sul lungomare, si è conclusa la tappa di oggi. E, dopo tre tappe, si sono spenti i riflettori della corsa sulla Sicilia. Domani si ricomincia dalla Calabria.

La tappa Catania-Milazzo è stata vinta da Daniele Bennati.

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