Messina. 5 morti sul lavoro nel primo trimestre

MESSINA – “Inaccettabili le cifre sugli incidenti sul lavoro. Oggi più che mai fermare questa mattanza è possibile. Basterebbe fare e diffondere la cultura della prevenzione e applicare la legge”. Il segretario generale della Cgil di Messina Franco Spanò, ricordando che oggi è la Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, commenta così i dati relativi al primo trimestre del 2008. 5 incidenti mortali, 806 denunce di infortuni nel solo Ufficio Infortuni dell’Inail di Messina ai quali vanno sommate le altre 878 denunce fatte all’Ufficio di Milazzo. “Complessivamente nelle due sedi della nostra provincia dall’inizio del 2008 a oggi si contano quasi 1700 denunce di infortuni. Un dato in aumento rispetto al 2007 che deve farci riflettere”. Come denuncia l’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro agenzia delle Nazioni unite che si occupa di promuovere il lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità umana per uomini e donne, spesso, sono proprio i lavoratori precari e gli stranieri che arrivano da altri paesi in cerca di occupazione, a svolgere le mansioni più pericolose e ad essere maggiormente esposti al rischio. 
“Mentre il dato sugli incidenti mortali nella nostra provincia resta nella media, quello sulle denunce ha subito un forte incremento che può dipendere da due fattori: ricorso al lavoro precario, quindi persone poco formate e preparate che più facilmente si infortunano, e maggiore consapevolezza dei propri diritti – spiega Spanò -. Per invertire questa tendenza si deve dare piena e completa applicazione alla nuova normativa sulla sicurezza approvata il 1° aprile scorso dal governo uscente”.
Il “Testo Unico Salute e sicurezza sul lavoro” si compone di 303 articoli, 12 Titoli e 50 allegati. Con la sua approvazione è stato ridisegnato il quadro dei diritti dei lavoratori a partire dalla novità più importante che riguarda l’estensione a tutte le prestazioni lavorative delle direttive sulla sicurezza. Con il Testo unico si sancisce infatti il principio in base al quale il lavoratore deve essere tutelato in quanto tale, a prescindere dalle dimensioni dell’azienda in cui opera, dal sesso e dalla nazionalità. Si garantisce cioè “l’uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale”.
“La vera battaglia contro la strage continua del lavoro si gioca sulla prevenzione- ribadisce Spanò-. I veri obblighi stanno dunque nella stesura dei documenti sui rischi e nell’organizzazione pratica del lavoro e nella diffusione sempre maggiore della cultura della prevenzione”.

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