Torrente Agrò, riqualificazione ambientale

S. TERESA – Quando riqualificazione ambientale fa rima con sviluppo turistico. Il progetto di recupero del torrente Agrò promette di cambiare il volto non solo dell’alveo fluviale ma dell’intera vallata, consentendone la salvaguardia ambientale anche in un’ottica di promozione e valorizzazione turistica. Si tratta di interventi molto attesi in quanto, nel corso dell’ultimo trentennio, l’area del torrente Agrò è cambiata radicalmente, spesso in maniera disordinata e disorganica, con ripercussioni negative su tutta la zona. I lavori, finanziati dalla Regione nell’ambito del Pit 13 (capofila il Comune di S. Teresa di Riva), sono in corso di realizzazione e procedono senza sosta. Secondo il piano, elaborato dall’agronomo Edoardo Zizzo e dagli arch. Giancarlo Di Bella e Antonino Miuccio, l’obiettivo principale è quello di recuperare e conservare “paesaggi, ecosistemi e habitat di particolare rilevanza”. Per far ciò sono previsti interventi in alcuni punti chiave della vallata, con la realizzazione di grandi “oasi verdi”, aree attrezzate per ospitare manifestazioni e due ponti pedonali in legno per l’attraversamento del torrente: uno tra S. Teresa e S. Alessio; l’altro tra Scifì e l’area di San Pietro e Paolo d’Agrò. In quest’ultima zona, particolarmente importante per la presenza della storica abbazia, saranno realizzati, tra l’altro, un gazebo in legno e una cavea che potrà ospitare spettacoli di vario genere e incontri con gli studenti del comprensorio sulle tematiche ambientali. Saranno messe a dimora specie autoctone ormai in via di estinzione come il carrubbo, il gelso bianco, il millicucco, il tamaricius e il melograno. Inoltre saranno potate e sistemate le piante già esistenti (ginestre, oleandri e qualche pioppo). Interventi particolari sono poi previsti a Passo Rina (Savoca), a Passo Ranciara (Casalvecchio), in contrada Murazzo (Limina), a Scifì (frazione di Forza d’Agrò), ad Antillo e nella zona nord di S. Alessio, dove, tra l’altro, sono in fase di realizzazione due laghetti artificiali che serviranno ad accogliere gli uccelli in migrazione. Tutte queste aree, in definitiva, rappresenteranno gli snodi di un vero e proprio “corridoio ecologico” che darà un nuovo assetto all’intera vallata.

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