Taormina. Donne “senza nessun padrone”

TAORMINA – L’associazione Penelope in occasione dell’8 marzo scende in piazza per ricordare il proprio impegno pluriennale in favore delle donne immigrate vittime di tratta e sfruttamento a scopo sessuale e lavorativo. Lo fa organizzando un concerto gratuito, sabato 8 marzo a partire dalle ore 21.00, nella centralissima piazza IX aprile a Taormina, grazie al patrocinio del Comune e del Dipartimento Pari Opportunità, al quale ha aderito a titolo interamente gratuito il gruppo catanese degli Strummula.
“Senza nessun padrone” il tema della serata che intende denunciare le nuove forme di schiavitù a cui sono sottoposti i cittadini migranti e in particolarmodo le donne. Orrori e delitti che convivono nelle nostre realtà e di cui spesso siamo complici, quando non mandanti. Centinaia le donne sfruttate sulle strade siciliane, costrette a prostituirsi o ridotte in schiavitù con lavori servili anche a causa della loro condizione di clandestinità.
L’associazione Penelope ha attivato dal 2001 una rete concreta di protezione legale e sociale delle donne vittime di tratta, in collaborazione con le questure delle province della Sicilia Orientale e in partenariato con gli enti locali. Una rete che prevede unità di strada, accoglienza di emergenza, consulenza legale gratuita, mediazione culturale, alfebatizzazione linguistica e inserimento lavorativo per le donne che decidono di fuoriuscire dal circuito di sfruttamento e denunciano i loro aguzzini. La normativa nazionale prevede infatti che migranti che si trovino in una situazione di riduzione in schiavitù possano, denunciando i propri carnefici, essere inseriti in percorsi di protezione sociale con rilascio di un permesso di soggiorno che permetta loro di regolarizzare la propria situazione personale Tali percorsi sono gestiti in collaborazione con le associazioni riconosciute a livello nazionale e iscritte in un apposito albo presso il Ministero della Solidarietà sociale.
Un otto marzo di festa, quindi, di musica, riflessione e di autofinanziamento, che invita tutte le donne (e gli uomini) di buona volontà ad esprimere con la propria presenza il rifiuto di ogni forma di schiavitù e di violenza sulle donne e l’appoggio concreto alle attività promosse dall’associazione.

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