Taormina. Amministrative, An vuole le primarie

TAORMINA – Fabio D’Urso, uno dei leader di Alleanza nazionale, lancia ancora la proposta delle primarie all’interno degli schieramenti per potere definire un’eventuale candidatura a sindaco. «Si tratta – ha detto D’Urso – di un’alta manifestazione democratica che potrebbe essere realizzata anche alle amministrative di Taormina».
Dello stesso avviso era stato, nei giorni scorsi, anche il consigliere comunale Eugenio Raneri che aveva lanciato la proposta. «Per poter effettuare le primarie – sostiene, invece, il presidente del Consiglio comunale, Pinuccio Composto, leader di “Forza Taormina” – bisogna condividere un programma e una squadra; su quegli uomini, stabilito il percorso, scegliamo poi il migliore in maniera democratica. Quella delle primarie è la parte finale di un lungo iter. Se non si hanno idee concrete e comuni sui progetti necessari alla città non si può certo pensare a questo passaggio».
Ma la questione relativa alla primarie convince anche il garante del tavolo politico della vecchia maggioranza, il consigliere comunale Vittorio Sabato. «Se, alla fine, non si riesce a trovare una via comune – sostiene Sabato – anche quella delle primarie potrebbe essere una soluzione».
«Troppi sono i pretendenti alla nomination, soprattutto nel Centrodestra – dice il consigliere comunale, Agostino Di Pietro – e dunque le primarie potrebbero mettere d’accordo tutti anche se rimane il problema della sostanza degli eventuali aspiranti».
Ma anche gli altri gruppi sono convinti che si tratti di un’ipotesi plausibile. «Sono convinto – sostiene Rino Strazzeri di “Taormina Futura” – che si possa realizzare una consultazione di tal genere in modo che i papabili non escano fuori come cavolfiori».
Si parla anche di una possibile organizzazione di una eventuale consultazione. «Sulle primarie sono fondamentalmente d’accordo – sostiene, infatti, Cino Restuccia di “Rinnovare Taormina” – purché ci siano delle garanzie per quanti partecipano. Bisognerebbe, per esempio, fare pagare un ticket, anche simbolico, a quanti vogliono esprimere la preferenza. Insomma, regole precise affinché queste consultazioni non corrano il rischio di essere strumentalizzate».
La discussione, dunque, rimane aperta sui papabili alla poltrona massima di Palazzo dei Giurati che – malgrado la cabala avversa – rimane sempre tanto ma tanto ambita.

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