Casalvecchio, infiltrazioni nella chiesa madre

CASALVECCHIO SICULO – La chiesa madre di Casalvecchio Siculo, del XVII secolo, rischia di andare in rovina per le continue infiltrazioni d’acqua. Le ultime, in seguito alle piogge della scorsa settimana. L’umidità ha impregnato la parte absidale del sacro luogo, già scrostata, che necessità di importanti e celeri interventi per essere recuperata. L’acqua piovana si infiltra attraverso la strada provinciale che costeggia l’abside della chiesa dedicata a S. Onofrio Anacoreta. Una via soprelevata rispetto all’edificio in stile barocco, con un pregevole soffitto in legno a cassettoni con mensole a cariatidi. All’interno sono custodite anche decorazioni pittoriche realizzate dall’artista Tore Calabrò, celebre per aver modellato la statua della Madonnina del porto di Messina. Ma vi sono anche antiche tele, del 1622, di Gaspare Camarda e vari altari in marmo del ‘600 e del ‘700. Di recente è crollato anche parte del tetto della chiesa di S. Teodoro, del ‘500, dove si conservano tele del pittore ed umanista secentista casalvetino Antonino Cannavò. E’ stato necessario spostare gli arredi in un’altra chiesa. Sull’argomento è intervenuto ieri il consigliere provinciale Giuseppe Lombardo, il quale ha annunciato il suo impegno “in questo ultimo scorcio di legislatura, per un intervento immediato, per savare un patrimonio artistico che rischia di andare perduto per sempre”. Lombardo, insieme al parroco Gerry Currò, lo scorso 26 dicembre lanciò un appello nel corso di un “Concerto per l’arte” trasmesso in diretta via satellite da Tele 90 e Play tv, al quale partecipò tra gli altri un delegato della Soprintendenza, l’ing. Salvatore Stopo. “Abbiamo riscontrato grande sensibilità da parte della Soprintendenza – ha sottolineato Lombardo – purtroppo ci rendiamo conto che i tempi per i costosi interventi necessari a Casalvecchio non sono brevi. Comunque sia, bisogna fare qualcosa, cominciando magari a bloccare le infiltrazioni d’acqua nella chiesa Madre. Ma anche in questo caso parliamo di opere costosissime…”. La Soprintenza, nei giorni scorsi, è stata sollecitata dal sindaco Onofrio Santoro per un sopralluogo in seguito ad altre infiltrazioni verificatesi di recente, che rischiano di danneggiare l’Abbazia arabo-normanna dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò. Un’opera del 1117, la cui costruzione originaria risalirebbe al 560.

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