Cuffaro condannato a cinque anni di reclusione

PALERMO – Cinque anni di reclusione. Imputato di favoreggiamento aggravato alla mafia e violazione di segreto d’ufficio nel processo sulle “talpe” alla Procura di Palermo, il presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro è stato condannato a cinque anni di reclusione per favoreggiamento semplice. La terza sezione penale del Tribunale, presieduta da Vittorio Alcamo, ha quindi escluso l’aggravante di aver favorito la mafia. L’attesa sentenza del processo di primo grado è arrivata nel tardo pomeriggio di oggi. Cuffaro è stato anche interdetto dai pubblici uffici per tutta la durata della pena. Prima della lettura della sentenza Cuffaro, presente in aula, aveva detto: «Sono rispettoso delle istituzioni». Contrariamente a quanto egli stesso aveva annunciato, ha assistito alla lettura della sentenza nell’aula bunker di Pagliarelli. “Sono confortato, non sono colluso con la mafia”, queste le sue prime parole. Il presidente della Regione Sicilia dopo la sentenza ha aggiunto: «Resto presidente della Regione: non ho mai favorito la mafia. Quello che farò lo sapete già. Domani alle 8 sarò al mio tavolo da lavoro. Grazie a tutti i siciliani che mi hanno sostenuto».

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