Al via referendum contro “casta” politica alla Regione

PALERMO – Durante un’affollata conferenza stampa tenutasi ieri nella sala stampa di Palazzo dei Normanni, l’on. Cateno De Luca ha spiegato il contenuto della proposta referendaria tendente a non confermare la legge sulle “Norme in materia di ineleggibilità e di incompatibilità dei deputati regionali” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana n. 38 del 28 agosto 2007.
Nel corso della conferenza stampa sono stati anche spiegati i retroscena e i compromessi politici che hanno consentito agli  attuali deputati in carica di poter ricoprire contemporaneamente il ruolo di parlamentare e di presidente della Provincia o di Sindaco di un Comune con popolazione superiore a 20 mila abitanti.
Da venerdì scatta la corsa alla raccolta di 100 mila firme, anche attraverso l’ausilio di associazioni di piccoli Imprenditori, associazioni di consumatori e colleghi parlamentari che hanno manifestato la loro volontà di far parte del comitato referendario.
“Nei prossimi giorni – ha dichiara De Luca – avvieremo la raccolta delle firme per proporre 15 referendum abrogativi di alcune leggi che hanno creato il dissesto economico- finanziario della Regione siciliana, come ad esempio la svendita dei beni immobili, l’abolizione delle Province, la riduzione del numero delle Asl e l’abolizione delle ATO.
Ringrazio –  prosegue De Luca – i miei colleghi, gli onorevoli Vicari, D’Asero, Adamo e La Manna  per aver sottoscritto con me un disegno di legge (il numero già assegnato al Ddl dagli uffici è il 687) per ripristinare l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di presidente della provincia o di sindaco di un Comune con popolazione superiore a 20 mila abitanti, soprattutto al fine di evitare l’indizione e la celebrazione di un referendum confermativo che costerebbe alla Regione Siciliana alcuni milioni di euro.
 Mi appello – conclude De Luca – alla coscienza dei miei colleghi Parlamentari, al fine di inaugurare una vera stagione riformatrice che faccia uscire dal baratro economico-finanziario la Regione Siciliana e consenta ai siciliani di poter sperare in un futuro migliore”.

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