Antillo, un rintocco di pace contro tutte le guerre

ANTILLO – La campana della pace di Antillo ha fatto sentire ieri pomeriggio i suoi rintocchi in tutta la Valle dell’Agrò. Un momento storico, atteso da 24 anni, quando ad un gruppo di amici antillesi venne l’idea di realizzare una campana da porre a Pizzo Monaco, per ricordare i dispersi di tutte le guerre. Una iniziativa singolare, poiché in nessuna parte del mondo esiste una campana dedicata ai dispersi. E si tratta della terza campana d’Italia per grandezza, la prima sorge a Rovereto dove esiste la campana più grande al mondo che suoni a distesa, realizzata nel 1929 in seguito alla fusione dei carri armati degli schieramenti amici e nemici della Prima guerra mondiale.
Il primo rintocco della campana di Antillo, per 14 anni rimasta nel cortile delle scuole elementari in attesa di una degna collocazione, è giunto al termine della celebrazione della S. Messa, che ha aperto la lunga e solenne cerimonia che ha portato alla  benedizione della campana alla presenza di autorità civili e militari, di numerosi sindaci dell’intero comprensorio jonico, deputati regionali e  nazionali, rappresentanze di tutte le Forze Armate e di polizia e della banda musicale della brigata meccanizzata “Aosta”, che ha sottolineato i momenti salienti della celebrazione ed ha accompagnato con le note del silenzio il primo rintocco della campana benedetta da Giovanni Paolo II nel 2003. Rintocco giunto alle 17 e 50, al termine degli interventi del sindaco di Antillo Antonio Di Ciuccio e del vice presidente del Comitato Pro erigenda campana, Emilia Palella. In prima fila, tra gli altri, anche Cristian Sala, vice sindaco di Rovereto, il quale ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa “che segna un gemellaggio di pace tra il Nord e il Sud dell’Italia”. Soddisfazione ed orgoglio sono stati palesati da Armando Marinelli, della Pontificia fonderia di campane, la più antica al mondo, che ha realizzato l’opera messa in funzione ieri a Pizzo Monaco. I preparativi per la cerimonia che ha richiamato oltre 500 persone nel piazzale che domina l’intera valle dell’Agrò, erano iniziati ufficialmente il 6 luglio scorso, quando grazie all’intervento dei Vigili del fuoco di Messina, è stato possibile trasferire l’opera nel suo sito definitivo. Subito dopo è stato dato incarico alla stessa ditta che aveva prodotto il manufatto, la Marinelli Pontificia Fonderia, di eseguire la collocazione e di effettuare la messa in opera dell’impianto elettrico e dei meccanismi computerizzati necessari al suo funzionamento.  In queste ultime settimane, infine, l’attenzione dell’Amministrazione comunale si era soprattutto concentrata nel ricercare le soluzioni più appropriate per migliorare l’area destinata ad accogliere l’imponente campana bronzea e per rendere più agevole e sicura la via d’accesso al sito che ospita questa importante opera.
Le manifestazioni organizzate dal Comune e dal Comitato Pro erigenda campana sono proseguite questa mattina con un convegno che ha avuto luogo nei locali del Centro sociale polifunzionale “Giuseppe Manzi”, al quale ha partecipato tra gli altri, Ennio Remondino, noto giornalista e inviato di guerra della Rai. Questa sera la chiusura dell’intensa due giorni con il “Concerto per la pace” del percussionista Tony Esposito.
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