Messina. Bufera all’Università: cinque arresti

MESSINA – E’ bufera all’università di Messina. Cinque persone sono state arrestate nell’ambito di una inchiesta del Nucleo di polizia tributaria e della sezione di Polizia giudiziaria della Guardia di Finanza di Messina articolata sulle ipotesi di reato di peculato diretto all’appropriazione di finanziamenti regionali e dell’Università destinati alla realizzazione del progetto scientifico ”Lipin”. A ciò vanno aggiunte le accuse di falso in atto pubblico. Le indagini sono state coordinate dalla direzione distrettuale antimafia diretta da Luigi Croce. Dei cinque arrestati, due sono finiti in carcere, glia altri tre ai domiciliari. Tra gli indagati figurano, per abuso d’ufficio, anche il rettore Francesco Tomasello e il suo consulente legale Raffaele Tommasini. A finire in manette il prof. Giuseppe Piedimonte, responsabile dell’area “progettazione” dell’Industrial Liaison Office (I.L.O.) e responsabile tecnico-scientifico del progetto ”L.I.P.IN”, e il dott. Stefano Augliera, segretario amministrativo della suddetta struttura. Domiciliari, invece, per il prof. Battesimo Consolato Macrì e per il funzionario amministrativo Eugenio Capodicasa. La Gdf in mattinata ha eseguito numerose perquisizioni negli uffici del Rettoralo, a Veterinaria e nelle abitazioni degli arrestati.

 

L’inchiesta della Dda di Messina sull’università che ha portato all’emissione delle cinque ordinanze di custodia cautelare  è solo l’ultima, in ordine di tempo, sull’Ateneo peloritano. In passato numerose indagini si sono concentrate su presunti rapporti tra docenti dell’università e la cosca Morabito di Africo Nuovo, uno dei clan più potenti della ‘ndrangheta calabrese.

Intanto, il ministro dell’Universita’ e della Ricerca, Fabio Mussi, ha disposto l’avvio di una ispezione ministeriale nell’Ateneo di Messina: “Ho chiesto al Consiglio di Stato quali sono i poteri che il ministro puo’ esercitare e i provvedimenti che puo’ adottare ivi compresa, di fronte ad episodi gravi e diffusi, l’ipotesi di commissariamento dell’Universita’ in quanto ente pubblico”, ha detto Mussi.

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