S. Alessio, in tre finiscono in carcere per estorsione

S. ALESSIO SICULO – Un macellaio di S. Alessio Siculo avrebbe chiesto, assieme al figlio e a un complice, quattromila euro ad una giovane studentessa tunisina per consentirle di ottenere il permesso di soggiorno in Italia con la promessa di un posto di lavoro. L’uomo, Giuseppe Smiroldo, 59 anni, è finito però in carcere assieme al figlio e al suo ”compare”, anch’egli tunisino come la ragazza.  Al centro della vicenda la vittima è, come accenato, una studentessa extracomunitaria di 29 anni,  di Economia e Commercio in Italia. Il macellaio di S. Alessio Siculo, Smiroldo, aveva incontrato la giovane per intascare i soldi. Assieme a lui c’erano il figlio Sebastiano, 29 anni, e il tunisino Abderrahmen Hezzi, 54 anni, abitante a Furci Siculo, che lo aveva messo in contatto con la giovane che, nel frattempo, aveva denunciato i tre. Presenti all’incontro. manco a dirlo, anche agenti in borghese della Polizia di Messina, che hanno arrestato i tre con l’accusa di estorsione. Il dirigente della Squadra Mobile, Marco Giambra, ha sottolineato che questo episodio è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto diffuso, quello, per l’appunto, delle false assunzioni per cosentire a molti extracomunitari di soggiornare nel nostro Paese.

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