Taormina, nove persone indagate per truffa all’Ausl5

TAORMINA – Nove persone indagate tra medici, biologi e infermieri professionali ai quali vengono contestati i reati di truffa aggravata nei confronti dell’Ausl 5, l’esercizio abusivo della professione medica, il peculato, il falso e la violazione di leggi in tema di trattamento dei rifiuti ospedalieri e di trattamento dei dati personali dei pazienti. Ciò è emerso dall’inchiesta denominata ”Vampiro” predisposta dalla magistratura di Messina che ha portato alla luce una serie di operazioni poco chiare che ruotavano tutte intorno ad un laboratorio di analisi cliniche di Taormina, lo studio “Emmi di Emmi N. & C. sas”, convenzionato con il Servizio sanitario nazionale.
I magistrati hanno iscritto nel registro degli indagati nove persone: Angelo Bonaccorso, 53 anni, di Gaggi; Aurora Cagnone, 43 anni, di Messina; Giuseppe Carpita, 46 anni, di Calatabiano; Giuseppe Emmi, 55 anni, originario di Linguaglossa; Assunta Maria Emmi, 32 anni, di Taormina; Lina Magari, 77 anni, di Gaggi; Antonella Marotta, 38 ani, di Castelmola; Caterina Micalizio, 30 anni, di Taormina.
L’inchiesta, scattata nel 2004 e affidata agli uomini della Guardia di finanza, ha fatto tra l’altro emergere un giro di esami di laboratorio “fantasma” tra il 2004 e il 2005 a Taormina, Graniti, Gaggi e in provincia di Catania, tra Calatabiano e Linguaglossa.
Ad effettuarli sarebbe stato personale medico e non del laboratorio di analisi “Emmi”, il cui fatturato, in assenza di richiesta medica, superava di gran lunga quelli di altri laboratori della zona. Per questi esami “fantasma” veniva poi inoltrata la pratica alla Ausl 5, che pagava il rimborso allo studio.
Secondo l’accusa medici, biologi e infermieri, effettuavano anche prelievi in casa dei pazienti, senza alcuna precauzione nel trasporto del sangue e senza che gli esami fossero stati richiesti dal medico di base.
Agli atti anche il peculato contestato all’infermiere Angelo Bonaccorso, in servizio al “San Vincenzo” di Taormina: nella sua auto a Gaggi nell’aprile del 2005 vennero trovate dalla finanza parecchie confezioni di farmaci che facevano parte di lotti appartenenti all’ospedale.

 

 

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