La Cisl messinese: vittime sul lavoro, una vera guerra

I morti sul lavoro in Italia danno la dimensione, per il numero, di una vera e propria guerra in cui i lavoratori sono vittime di un sistema imprenditoriale debole e improvvisato, un sistema di controlli solo formale e inefficiente, caratterizzato da una totale assenza di impegni rigidi sul versante della prevenzione. Un primato drammatico, unico in Europa e nel mondo industriale, a cui purtroppo concorre il nostro territorio, dove il lavoro è sempre più sotto pressione per una concorrenza basata sulla riduzione senza limiti dei costi che tralascia la qualità e la sicurezza del lavoro e dove l’economia locale è caratterizzata prevalentemente da imprese improvvisate, poco attrezzate che spesso utilizzano lavoro nero e la mancanza di misure di sicurezza per offrire sul mercato a costi concorrenziali.
“Quanto avvenuto a Messina con la morte dell’operaio della ditta di trasloco, Santo Cacciola, si inquadra perfettamente in questo contesto – afferma il segretario generale della Cisl di Messina, Maurizio Bernava – lavorare con un montacarichi o con un ponteggio autosollevante necessita il massimo delle misure di sicurezza da parte del datore di lavoro e un rigido collaudo di verifica periodico sulla tecnologia del mezzo di lavoro. Così, se risultasse vero che povero operaio si trovava sulla scala, è risaputo che questo non doveva assolutamente avvenire. Su questo non bisogna fermarsi al rituale accertamento di cosa sia avvenuto, ma va fatta subito giustizia. Troppa leggerezza e approssimazione caratterizza il sistema lavorativo nel nostro territorio anche quando si utilizzano tecnologie particolari che necessitano di controlli preventivi accurati. Questo incidente serva come monito sia al mondo imprenditoriale ma anche al sistema degli organismi di vigilanza che continuano a trascurare l’aspetto della prevenzione”.
La Cisl fa riferimento alle scelte del Governo che proprio ieri ha emanato un Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. “Camera e Senato approvino in fretta il nuovo testo – dichiara Bernava – con la speranza che ci siano i fondi necessari per potenziare il sistema preventivo, di selezione e certificazione delle imprese per arginare questa guerra con i suoi oltre mille morti ogni anno”.
Bernava propone una mobilitazione anche sul territorio messinese che, oltre alla denuncia più volte ribadita della mancanza di sicurezza sul lavoro in aumento a causa della dilagante illegalità nel lavoro e nel sistema economico locale, punti a potenziare il sistema della prevenzione coinvolgendo tutti i soggetti pubblici e privati a far prevalere il rispetto dei diritti contrattuali e delle norme di sicurezza come criterio principale per l’affidamento di lavori e commesse.
Per rafforzare la cultura della sicurezza e la prevenzione sul territorio, e Messina in tal senso riscontra una grande arretratezza, la Cisl propone di costituire un vero e proprio organismo che metta insieme Organizzazioni sindacali, Associazioni imprenditoriali, Asl, Ispettorato del lavoro, Ispesl e Inail per un’azione concertata e diretta a potenziare la prevenzione attraverso la formazione e l’informazione dei sistemi di controlli diretti già sui luoghi di lavoro.
Per la Cisl, fino a quando in Italia è molto più facile diventare impresa piuttosto che un operaio professionalizzato la sicurezza sul lavoro rimarrà un’emergenza nazionale.

Leave a Response