L’OPINIONE. Unione dei Comuni, per parlare di nulla

Sull’Unione dei Comuni delle valli Ioniche e dei Peloritani vorrei dire la mia. Non è un appello da parte di un cittadino stanco di sentire parlare di questa pantomima che si chiama Unione dei Comuni.
Non abbiamo ancora capito a tutt’oggi il significato di questa istituzione, che non rappresenta assolutamente nessuno e nulla ha fatto nè può fare per il nostro territorio, e spero che mi si possa smentire, perchè ne sarei contento.
Mi piace l’idea dell’Unione Valle del Nisi, certo mi stupisce che Nizza la ratifichi in questo momento pre-elettorale. Ma non voglio parlare di argomenti amministrativi.
Cos’è l’Unione dei Comuni? Tutto da l’impressione di un buon gruppo di politici che, nei ritagli di tempo, si riuniscono e si mettono a parlare di… nulla. L’Unione fa la forza? Ma per fare cosa? L’abbiamo visto nella vicenda per mantenere in vita il Teatro Val d’Agrò di S. Teresa di Riva; a cosa serve questa Unione. Non può acquisire beni, per cui non esiste, non c’è, in quanto è priva di capacità giuridica.
E che senso ha una istituzione priva di capacità giuridica? Del resto un organo non elettivo non ha significato in una nazione democratica. Cosa può decidere questa Unione, come può influire per determinare il bene o il mele della comunità? Insomma, a che serve?
Quando ho espresso questi dubbi mi è stato detto che la legge prevede certe cose e non altre. Dunque, non sarebbe meglio occupare il tempo in questioni più utili? Abbiamo tanti bravi amministratori che possono dare tanto se si dedicano di più ai propri territori. Forse per parlare fra loro i Sindaci hanno bisogno dell’Unione? No. Abbiamo un ottimo esempio di collaborazione con i Carnevali di Nizza e Scaletta. Sono nati dall’Unione oppure dalla volontà di due Sindaci di unire le forze? E allora diciamoci la verità: prima si parte dalla correttezza dei rapporti e poi si fanno consorzi veri, giuridicamente attivi, che possano muovere veramente le montagne e farle avvicinare fra loro.

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