Compensi d’oro ai componenti del Cda dell’Ato4 rifiuti

TAORMINA – Presenti venti sindaci su 32, l’assemblea dell’Ato 4 tenutasi nell’aula consiliare di Taormina ha dato via libera allo studio di fattibilità per l’applicazione della nuova tassa sui rifiuti, la Tia (tariffa di igiene ambientale) al fine di arrivare, in breve, al pareggio dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, costi che finora, non gravando per intero sulle famiglie, vengono ripianati dai comuni. Il solo “studio” costerà alle casse dell’Ato circa 50 mila euro. Dalla relazione del presidente del CdA dell’Ato 4, Leonardo Racco, è emersa, comunque, una grande verità: «l’attività dell’Ato comporta un esborso da parte dei cittadini a fronte di servizi che, inevitabilmente, non riescono quasi mai a risultare pienamente soddisfacenti». Una onesta presa d’atto, per cui occorre correre ai ripari.
L’Ato 4, in ottemperanza a quanto disposto dal Piano di gestione dei rifiuti in Sicilia, aveva predisposto un piano operativo di programmazione, cosiddetto “Piano d’Ambito”, approvato dall’assemblea dei soci e dal Consiglio di Amministrazione nell’aprile del 2004 «che ora appare ormai decisamente superato ed anacronistico, alla luce di numerosi eventi e prescrizioni normative che si sono susseguite nel corso degli anni, per cui occorre riscriverlo» e per farlo è stata preventivata una spesa di 80 mila euro «che – precisa il presidente – è inferiore a quella pagata per il 2004».
Il budget 2007 dell’Ato è di un milione seicentomila euro, duecentomila dei quali andranno via solo per le consulenze esterne. Invariati gli emolumenti per il Cda (36 mila per il presidente, 27.500 per il vice, 20 mila per ciascuno dei sei consiglieri, 12 mila per l’amministratore delegato) e quelli per il collegio sindacale (26.400 per il presidente, 24.000 ciascuno per i due sindaci). Per il personale (otto impiegati per le funzioni amministrative e di controllo, ma ne necessitano subito almeno nove, mentre la nuova pianta organica ne prevede 20 oltre a tre direttori di area e un direttore generale) si spenderanno 346 mila euro (dei quali 35 mila per il direttore generale e 47 mila per il responsabile della direzione amministrativa e finanziaria, 66 mila per i due impiegati della direzione amministrativa e 198 mila per i 6 dipendenti destinati alla vigilanza servizi sul territorio) «in funzione delle esigenze degli uffici e mirando a non appesantire eccessivamente il bilancio».
Saranno acquistati 300 cassonetti per la raccolta differenziata per una spesa prevista di 90 mila euro. Cinquantamila euro saranno spesi per «comunicazione e pubblicità» perchè – hanno scoperto – i servizi potranno migliorare solo se i cittadini saranno più informati con campagne mirate. Per intanto la gestione del servizio comincia a ramificarsi anche in altri comuni. Ieri è cominciata a Roccalumera e Mongiuffi Melia, il 20 inizierà a Savoca e Forza d’Agrò, il 1. aprile a Santa Teresa di Riva. «Prima dell’estate – assicura il presidente Racco – tutti i comuni saranno a regime». Tranne Fiumedinisi che non ne vuol saperne.

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