I Federali della riviera ionica messinese

Mi piacerebbe alzarmi una mattina e scoprire che da Scaletta Zanclea fino a Sangt’Alessio Siculo, entroterra compreso, ci fosse una sola città, con un solo municipio e un solo sindaco che coltivasse gli interessi di tutti e non quelli piccoli dei minuscoliorticelli che in questo momento rappresentano la Riviera Ionica Messinese. So che a pensarla così non sono il solo. Ma siamo soltanto dei sognatori, perchè la miriade di comuni che esistono su questo martoriato, defraudato e squarciato territorio, consentono a tutta una serie di pupari e pupi di svolgere in qualche modo quella specia di trascinamento che chiamiamo vita quotidiana. Si, trascinamento, perchè basta spostarsi di pochi chilometri per scoprire che persone che gestiscono territori, dove non c’è nemmeno l’1% delle nostre potenzialità, creano ricchezza e fanno soldi. Qui creiamo LSU e facciamo ancora le campagne elettorali con le promesse dei posticini a 500,00 € al mese, con cui una persona che fuma riesce fare a comprarsi le sigarette. Nel frattempo lunga vita ai nonni e ai genitori, che ogni mese vanno all’ufficio postale. Ecco allora che si comprendono le gattopardesche strategie di cui parlava l’onorevole De Luca nel comizio tenuto a Nizza il 4 marzo scorso: cambiare tutto per non cambiare niente, perchè il vero mutamento delle condizioni economiche, dunque culturali, non consentirebbe più di perpetrare una situazione, che si trascina nella nostra terra dai tempi dei tempi.
Pensiamo solo per un attimo come sarebbe bella la nostra zona se ci fosse un solo municipio, con bus navetta che ci portano da un capo all’altro, meno macchine, meno casino, una gestione del territorio oculata, dove si potrebbero fare gli interessi di tutti, senza crare situazioni in cui oggi si verifica che una zona è migliore di un’altra perchè ha un sindaco migliore. Il lungomare sarebbe uno solo e gestito in una sola maniera; la nazionale sarebbe la stessa cosa; la menifestazioni culturali predisposte su tutto il territorio; quelle sportive la stessa cosa; la gestione delle strutture sarebbe diversa e la gente non subirebbe più le angherie di certi “federali” locali, che hanno creato negli anni una gestione del potere di stampo dittatoriale… e sono molti. Forse, con una buona amministrazione, si giungerebbe alla condizione ottimale in cui si trova Savoca in questo momento: non si trovano oppositori.
Ma torniamo alla realtà e lasciamo perdere i sogni.

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