Graniti, l’ex sindaco Lo Monte sospeso dal Pit 32

MESSINA – «Ha messo a sua sorella, ha messo a sua figlia, ha messo a sua nipote, a Nuciforo quello che è fidanzato con sua nipote, perché gli doveva guidare la macchina… per queste miserie… gli sembra che il Pit ora è il suo».
Questa conversazione registrata dai carabinieri durante le indagini rende bene l’idea su cosa era diventato il Pit 32 “Valle dell’Alcantara” nelle mani dell’ex sindaco di Graniti Vincenzo Lo Monte, che adesso insieme ad altri due co-gestori del progetto – lo spagnolo Francisco Josè Vasquez Calderon, 44 anni, originario di Malaga, detto “Paco”, e Antonino Francesco Spitaleri, 51 anni, rispettivamente project manager e responsabile tecnico –, è stato raggiunto da un provvedimento di sospensione per due mesi dalle funzioni pubbliche ricoperte proprio all’interno del Pit e presso l’amministrazione comunale di Roccella Valdemone (quest’ultima ipotesi riguarda Spitaleri).
La misura cautelare personale è siglata dal gip di Messina Antonino Genovese ed è il primo atto visibile di un’inchiesta aperta lo scorso anno dal sostituto della Procura di Messina Giuseppe Farinella, inchiesta che vede oltre ai primi tre anche altri dieci indagati. Una volta sollevato il coperchio dalla gestione “allegra” del Pit, sono stati ipotizzati dal magistrato vari reati: falso del pubblico ufficiale nelle due fattispecie, materiale e ideologico, peculato e truffa. Al centro di tutto sempre lui, l’ex sindaco del comune ionico Lo Monte, che si comportava «uti dominus coi fondi del Pit».
In parecchi casi – spiega il gip Genovese nel provvedimento cautelare – Lo Monte avrebbe inguaiato una serie di personaggi che ora risultano indagati nell’ambito dello stesso procedimento (le qualifiche si riferiscono all’epoca dei fatti, l’anno preso in esame dall’inchiesta è il 2004): Elio Reale, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di S. Domenica Vittoria; Carmelo Blancato, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Graniti; Antonino Pinzone, sindaco di S. Domenica Vittoria; Giuseppe Di Natale, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Novara Sicilia; Michele Truscello, sindaco di Novara Sicilia; Carmelo Riolo, messo notificatore del Comune di Francavilla; Salvatore Pennisi, un Lsu del Comune di Roccella Valdeomone; Angelo Parisi, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Mongiuffi Melia. E non è finita qui. Perché nel corso degli interrogatori di due altre persone, la figlia del Lo Monte, Stefania, e di Daniele Nuciforo, la loro posizione si è trasformata da “persone informate sui fatti” a indagati, così come si evince dall’ordinanza siglata dal gip Genovese.

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