S. Teresa, il Pte: ”Se rimane così meglio chiuderlo”

SANTA TERESA DI RIVA – Il Pte di Santa Teresa di Riva deve essere potenziato. È il coro unanime dei sindacati dei medici da cui si leva anche una proposta provocatoria: «se resta così è meglio chiuderlo». Fatti i debiti scongiuri, i sindaci dei comuni della Valdagrò e della riviera ionica i cui cittadini sono serviti dal presidio sanitario di piazza Municipio (dove è anche allocata la postazione dell’ambulanza del 118) faranno bene a tenere gli occhi aperti perchè dal piano di rimodulazione dei 14 Pte della provincia di Messina allo studio da parte dell’Ausl, non salti fuori la cancellazione del Pte di piazza Municipio.
Quello di Santa Teresa di Riva lavora moltissimo, più di 2000 interventi l’anno ne fanno un piccolo pronto soccorso che si fa carico del lavoro che altrimenti andrebbe ad intasare ulteriormente l’ospedale S. Vincenzo di contrada Sirina di Taormina. Solo sei medici in pianta organica, due per ogni turno di sei ore. Assolutamente carente l’organico di infermieri ed inservienti. Accade infatti che quando c’è la chiamata del 118 con l’ambulanza partono oltre all’autista, un soccorritore ed un medico, il Pte resta con soltanto il medico che deve fare anche da infermiere e inserviente, visto che deve anche pulirsi da solo ferri e pavimento, prima di potere ricevere un altro paziente nel locale che funge da pronto soccorso. Ecco perchè si chiede di potenziare il Pte, per tutelare i medici che vi lavorano ed il loro diritto ad operare con serenità.
«L’Azienda sanitaria – dice il dottor Nino Grillo del sindacato Snami – deve decidere cosa farne dei 14 Pte, se farli crescere investendo con scelte coraggiose, o chiuderli». Il dottor Enzo Picciolo, medico dello Smi, spiega che «i Pte non vanno chiusi, ma potenziati, perchè servono a decongestionare il pronto soccorso dell’ospedale di riferimento». Il dottor Mauro Passalacqua, primario del pronto soccorso dell’ospedale di Taormina, che ha contribuito in modo decisivo al decollo del Pte di S. Teresa, elogia il lavoro dei medici del Pte che fanno da filtro al pronto soccorso dell’ospedale. «Invece si dovrebbero ripristinare i cardiotelefoni o gli elettrocardiografi per le diagnosi a distanza». Non sempre, infatti, è necessario trasportare il paziente, soccorso da una ambulanza che non è attrezzata con questi strumenti, in ospedale.
Nella nostra provincia, ricorda il dottor Picciolo, le ambulanze dell’Ausl sono tutte con il medico a bordo, mentre Passalacqua auspica che venga potenziato anche il personale del pronto soccorso dell’ospedale. Tutti, però, sono d’accordo nel non smantellare la ragnatela di presidi sanitari che operano sul territorio. Grillo aggiunge: «rimodulare i Pte non vuol dire che saranno chiuse le postazioni del 118. Quelle restano comunque».

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