S. Teresa di Riva, arriva il commissario regionale

SANTA TERESA DI RIVA – Arriva il commissario regionale. Lo ha nominato, su proposta dell’assessore alle autonomie locali, il presidente Cuffaro. Si tratta del dottor Mario La Mattina, funzionario in pensione dell’assessorato alla presidenze, palermitano. Dovrebbe insediarsi tra oggi e domani. Termina, quindi, ufficialmente il mandato del sindaco Carlo Lo Schiavo, della giunta e del consiglio comunale eletti nella tornata elettorale amministrativa del 12 giugno 2004 e sfiduciati il 27 gennaio scorso da dodici consiglieri su quindici. Ma ormai, più che al commissario, si pensa alle candidature per il 12 e 13 maggio. I sussulti maggiori arrivano dall’ala sinistra dello schieramento 2004 di Alberto Morabito. Da un incontro tra i partiti del centrosinistra che hanno “rappresentanze” a Santa Teresa di Riva è stata confermata la decisione di correre da soli, sganciandosi da Alberto Morabito o da altre aggregazioni che non siano di centrosinistra.
C’è qualche defezione, però. Pare che Margherita e Arca (il laboratorio politico vicino ad Annabella Sgroi e Santo Trimarchi) non abbiano trovato unità di adesioni verso questa scommessa a sinistra e qualcuno, ossia il vice presidente uscente del consiglio, Carmelo Crisafulli, abbia scelto, coerentemente, di continuare a restare a fianco di Alberto Morabito che pare abbia recuperato alla sua causa l’arch. Carmelo Lenzo, il più votato alle amministrative del 2004. Non è da escludere, comunque, che alla fine della corsa sinistra e Morabito facciano la pace. Per ora sono separati in casa con in più la ricerca a sinistra di un candidato sindaco.
Intanto si sono fatti vivi anche i giovani della Sinistra Giovanile con un comunicato nel quale chiedono strada e spazio, oltre che considerazione. «La sinistra giovanile crede che la campagna elettorale che si sta per avviare a Santa Teresa sia un appuntamento a cui i giovani non possono mancare, anzi debbano essere messi al centro di dibattiti e discussioni» scrive il segretario Armando Spadaro il quale ammonisce che «non bisogna volare quando non si sà ancora camminare. Facciamo allora un passo alla volta. La nostra generazione si è trovata in una situazione di disagio, in una realtà che offre poche possibilità, insufficienti coordinate per il futuro. La classe politica odierna si è dimenticata non solo dei cittadini che li avevano votati, ma del futuro dei loro figli. La nostra non è una critica, ma un’apertura al dialogo e al confronto con tutti coloro che hanno veramente a cuore le sorti di un paese alla deriva».
Il nuovo che avanza, insomma, linfa verde per contrastare i soliti noti. Ma basterà una spruzzata di verde con sfumatura di rosso per ridare speranza a questa città? Da destra, invece, non si ode alcuno squillo di tromba: tutti a cercare di conquistarsi la migliore posizione al tavolo delle trattative ed a scrutare nei fondi di caffè per indovinare la cordata giusta.

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