Forza d’Agrò. Decadenza sindaco: Rc interroga Amato

FORZA D’AGRO’ – Non c’è giorno senza che vi sia un nuovo attacco, giudiziario o politico, al sindaco Bruno Miliadò. In questi ultimi giorni ben due le novità: un’interrogazione di tre senatori ed il terzo ricorso al tribunale per ottenere la decadenza. L’interrogazione è nuovamente promossa da Rifondazione comunista, che aveva già chiesto interventi al ministro dell’Interno Giuliano Amato con il deputato Graziella Mascena. Stavolta, “l’assalto” lo portano tre senatori, che hanno interrogato i ministri dell’Interno, Giuliano Amato e della Giustizia, Clemente Mastella, per sapere “se non ritengano di promuovere tutte le iniziative di competenza atte a ristabilire i principi di legalità”.
Naturalmente, il riferimento è sempre alla vicenda della condanna penale ad un anno di reclusione per falso in atto pubblico subita da Miliadò e non dichiarata all’atto dell’accettazione della candidatura; una condanna che ne determinerebbe la decadenza. In questo senso la pensano anche il candidato a sindaco sconfitto Nino Bianca ed il Prefetto di Messina, che hanno promosso due ricorsi elettorali al Tribunale di Messina, in discussione all’udienza del 22 marzo. Ed ora, come si accennava, arriva il terzo ricorso, quello dei consiglieri di minoranza Carmelino Lombardo, Filippo Muscolino, Salvatore Garufi, Pippo Bondì e Roberto Carullo.
La minoranza si è affidata all’avv. Antonio Saitta, vice sindaco di Messina e docente di diritto costituzionale per chiedere la testa di Miliadò.
Il ricorso dell’opposizione, secondo le prime indiscrezioni, sarebbe ancora più articolato degli altri due, in quanto si richiederebbe, non solo la decadenza del sindaco, ma anche la sua sostituzione col secondo “classificato”, Salvatore Donato, e la modifica degli assetti consiliari con il riconoscimento dei sette seggi di maggioranza al gruppo

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