Messina. Assunzioni Ato3 al vaglio della magistratura

MESSINA – La magistratura ha aperto un fascicolo conoscitivo sulla trasformazione a tempo indeterminato di oltre venti contratti di lavoro a termine all’Ato3. Ciò significa che si vuol vedere chiaro sui contratti di lavoro. Bisogna accertare se accanto alla questione morale esista altro, se è soltanto roba da codice deontologico oppure anche da codice penale.
Adesso è la Procura che s’interessa dei “fatti in oggetto”, con l’apertura di un’inchiesta sulla vicenda, che è stata oggetto di una riunione tra il procuratore capo del tribunale di Messina Luigi Croce e il suo aggiunto Pino Siciliano, che coordina il lavoro dei magistrati che fanno parte del pool Pubblica amministrazione.
In concreto è stata avviata un’indagine esplorativa con l’apertura di un fascicolo, che allo stato non prevede ipotesi di reato. Ma siamo solo all’inizio, in questa prima fase si stanno esaminando le “notizie” nude e crude, è logico pensare che a breve, saranno conferite le prime deleghe d’indagine alla polizia giudiziaria.
E la prima cosa che accade in vicende del genere è l’emissione di un decreto di sequestro di tutti gli atti amministrativi per capire se sono ipotizzabili reati.
Il dato nudo e crudo è uno: nel giro di un mese all’Ato3, uno dei tanti carrozzoni creati ad hoc non sempre con la logica del buon padre di famiglia, ventiquattro rapporti lavorativi che erano stati previsti a tempo determinato, cioè con una data di scadenza, sono stati trasformati in impieghi a tempo indeterminato, con un adeguamento della pianta organica della società d’ambito avvenuto a cavallo delle feste di Natale. Insomma, tutto con una certa velocità e senza alcuna evidenza pubblica che in un caso del genere sarebbe stato quanto meno prudente.
Le assunzioniall’Ato3 sono state disposte il 29 dicembre 2006. E a partire dallo scorso 1 febbraio il contratto individuale di lavoro è stato trasformato da tempo pieno e determinato a tempo pieno e indeterminato. Oltre venti i dipendenti “beneficiati”.
L’amministratoredelegato della Società d’ambito, Salvatore La Macchia, ha difeso il provvedimento, ritenendolo del tutto in regola con le norme vigenti.
L’Ato 3, società d’ambito territoriale ottimale, è una Spa, composta però esclusivamente da enti pubblici: il Comune detiene il 90 per cento delle azioni, la Provincia regionale il restante 10 per cento.
 

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