Messina, inaugurato l’Anno Giudiziario

MESSINA – Messina assieme a Torino è il distretto giudiziario che ha fatto registrare il maggior smaltimento dell’arretrato. Lo ha detto Alfredo Viola, rappresentante del Consiglio superiore della magistratura nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, tenutosi alla presenza del primo presidente della Corte d’ Appello Nicolò Fazio, del delegato del ministero di Grazia e giustizia Emanuele Caldarera e della autorità civili e militari cittadine. Nella sua relazione il procuratore generale Ennio D’ Amico ha sottolineato ancora una volta come “sul piano locale persiste una grave e cronica deficienza strutturale: la mancata costruzione di un palazzo di giustizia satellite, che possa contenere pienamente e decorosamene l’attività giudiziaria che si svolge in questo presitigioso Palazzo Piacentini, in condizioni anguste, quasi insalubri. Defettano le aule di giustizia, le stanze per i magistrati e il personale, gli ambienti climatizzati, tanto è vero che alcuni locali sono allocati nel piano cantinato e altri sono disseminati in città, con disagi per l’ utenza e oneri non indifferenti per l’ erario. Sia chiara una cosa: se non si risolve in tempi brevi questo spinoso problema si sarà costretti ad adottare misure eclatanti di pressione sul governo e sulla pubblica opinione”. I procedimenti smaltiti nel settore penale ammontano a circa 35.000 pari al 18 per cento in più dello scorso anno. Gli avvocati, pur senza nascondere il loro malcontento per il progetto di riforma annunciato dal ministro Mastella, a Messina si sono limitati a non prendere la parola durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario ma non l’ hanno boicottata e sono rimasti nell’aula della Corte d’Assise.

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