S. Teresa di Riva, è arrivato il giorno della verità

S. TERESA DI RIVA – Domani pomeriggio, sabato 27, alle 17 nell’aula consiliare di Santa Teresa di Riva i quindici consiglieri in carica decideranno il destino del sindaco Carlo Lo Schiavo attaccato da una mozione di sfiducia firmata da 12 membri del consiglio, tanti quanti ne bastano perchè il “figlio di via” diventi obbligatorio.
I tentativi di cucire in extremis lo strappo sono falliti di fronte alla convinzione che l’unica via per uscire dal lungo immobilismo amministrativo è quella di ritornare alle urne, per la terza volta in tre anni.
I giochi sembrano fatti, anche se stanotte qualcuno non chiuderà occhio e fino a domani sera volteggeranno i fantasmi del passato, di quel 25 luglio 2005 quando la prima mozione firmata da dieci consiglieri venne ritirata per mancanza del numero necessario all’approvazione (12 consiglieri su 15).
“La voteranno, non la voteranno?” è questo il dilemma che serpeggia in città, anche perchè si è parlato di un tentativo di Forza Italia di salvare Lo Schiavo e ricucire con “Città Nuova”.
Il fatto poi che ieri Alberto Morabito, presidente del consiglio, ed il sindaco Carlo Lo Schiavo, sedessero sorridenti e distesi l’uno accanto all’altro alla presentazione del libro del prof. Ucchino, alimentava le voci di una ricucitura.
Il tentativo, semmai sia stato operato, è fallito, quindi, dovrebbero cadere gli ultimi dubbi, anche perchè pare che a dare manforte ci sarà anche il consigliere di Alleanza nazionale che ha deciso di votare la sfiducia.
Ma, con An o senza An, la mozione è destinata a passare almeno con i dodici voti “canonici” dei firmatari.
Sarà l’ultimo spettacolo. Per molti di loro sarà l’ultima apparizione sulla scena, anche se c’è da augurarsi che la compagnia si sciolga e che si cambino attori e comparse per la prossima rappresentazione.

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