Rimangano in carcere gli indagati del blitz antidroga

MESSINA – Sono stati confermati i provvedimenti restrittivi. Nessuna attenuazione del regime detentivo: restano in carcere, i 12 arrestati dell’ operazione Boccavento, l’ offensiva condotta dalla Procura distrettuale antimafia contro un fiorente e fatale, per molti aspetti, traffico di sostanze stupefacenti nella fascia ionica: base operativa a Santa Teresa di Riva, come ha sottolineato martedì scorso in conferenza stampa il pubblico ministero Emanuele Crescenti, centri coinvolti Casalvecchio, Furci, Forza d’Agrò, Sant’Alessio, Giardini Naxos, Taormina e Letojanni.
Spaccio di droga sui lungomare di molti comuni costieri e, soprattutto, nei pressi di istituti scolastici di un comprensorio vastissimo. Un’operazione, la “Boccavento”, che ha preso le mosse dall’arresto di due coniugi (giugno 2003), ritenuti responsabili di coltivazione e traffico di droga. Posizione che registrò poi un ridimensionamento, ma le dichiarazioni rese dalla coppia furono utili a ricostruire il mosaico delle responsabilità. In questo contesto, altrettanto decisiva fu la denuncia del fratello di una ragazza, Laura Mantarro, sospinta in un baratro esistenziale dal convivente Carmelo Brancato.
Laura Mantarro, cui sono stati concessi i domiciliari, è stata l’ultima indagata ad essere sentita dal gip Maria Angela Nastasi, proprio ieri. Ecco gli altri dodici, raggiunti da provvedimento restrittivo in carcere, ai quali ora non resta che rivolgersi al Tdl: Carmelo Brancato, Giuseppe Santoro, Antonino Di Natale, Nunziato Casablanca, Angelo Occhino, Carmelo Rizzo, Davide Castorina, Isidoro Trignano, Ettore Carella, Maurizio Amante, Salvatore Turiano e Giuseppe Villari.

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