Castelmola, il sindaco Biondo pronto a dimettersi

CASTELMOLA – Colpo di scena a Castelmola. Il vicesindaco Carmelo Russotti ha rassegnato le dimissioni dalla Giunta del sindaco Giuseppe Biondo, recentemente sfiduciato da 10 consiglieri comunali su 12. Il primo cittadino ha però respinto le dimissioni. Un atto, quello di Russotti, che doveva servire come deterrente al procedimento della sfiducia che dovrebbe concludersi mercoledì 31 gennaio con il voto finale in Consiglo comunale.
Russotti avrebbe presentato al sindaco (e non al protocollo del Comune dove sarebbero diventate immediatamente esecutive) le sue dimissioni nel tentativo di allentare la tensione e dare mandato al sindaco di effettuare altre scelte politiche ed amministrative. Il vicesindaco, infatti, viene indicato come l’uomo forte dell’esecutivo e ritenuto il responsabile di molte delle inziative che avrebbero contribuito a rompere i collegamenti tra Giunta e Consiglio. Dalle sue dimissioni, in exstremis, sarebbe potuta partire una “rivisitazione” della maggioranza ed evitare il commissariamento. Una possibilità apertasi con le dichiarazioni di alcuni esponenti del gruppo “Nuova Castelmola”, formatosi sulle ceneri della maggioranza che aveva vinto le amministrative di tre anni addietro. «La mozione? Si potrebbe anche far decadere se il sindaco – era questa l’apertura a Biondo – decidesse di azzerare la sua amministrazione e di rivedere tutto il sottogoverno. Un’azione necessaria per rompere con il passato e ripartire da zero, soprattutto con l’ordinaria amministrazione». La decisione di Biondo di non accettare le dimissioni del suo vice, invece, ha definitivamente precluso ogni possibilità di recupero sul piano politico. Stando alle ultime indiscrezioni, intanto, Giuseppe Biondo, prima del 31 dicembre, rassegnerà le sue dimissioni evitando, così, il dibattito sulla mozione di sfiducia nella quale sono indicati ben 20 “capi d’accusa”. Si avvicina, quindi, il commissariamento che sarà (una volta approvata la mozione) lungo più di un anno. A Castemola, infatti, si potrà votare solo nella primavera del prossimo anno, proprio quando era previsto il naturale ricambio.

Leave a Response