Pagliara, le due anime della minoranza a… braccetto

PAGLIARA –  Nel paese ci si appresta ad affrontare la prossima campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione comunale dopo che la precedente esperienza, guidata da Domenico Prestipino, interrotta dalla sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa lo scorso 22 giugno. Tutto è cambiato rispetto alle elezioni del 2003, quando si presentarono ben tre schieramenti che facevano riferimento allo stesso Prestipino («Il Risveglio»), a Santino Di Bella («Un Giorno Nuovo») e a Sebastiano Gugliotta («Primavera 2003»). La novità di questa campagna elettorale sono le «prove di dialogo» tra le due compagini sconfitte, dialogo impossibile 4 anni fa per la differente esperienza amministrativa fatta precedentemente. Adesso li unisce il giudizio critico sulla gestione Prestipino, un giudizio espresso sia in Consiglio comunale, attraverso il gruppo di minoranza, ma anche nel «viva voce» corso nel paese rispetto alle scelte e ai metodi seguiti dagli amministratori.
I due gruppi di opposizione hanno proceduto in parallelo fino allo scorso novembre, ma a dicembre si è messa in moto la macchina delle alleanze e i loro rappresentanti hanno convenuto di procedere insieme e dare vita a un’unica compagine. Sebastiano Gugliotta condanna senz’appello l’Amministrazione Prestipino, criticando il metodo adottato: «In questi anni l’Esecutivo ha mostrato l’assoluta mancanza di iniziative tendenti alla ricerca di collaborazione da parte delle altre forze politiche e sociali presenti nel paese. Si doveva cercare di dialogare con la minoranza presente in Consiglio ma abbiamo assistito solo a imposizioni e a continui scontri. Mai si è verificato che un’Amministrazione licenziasse una dipendente».
Gugliotta evidenzia l’arroganza politica di chi ha vinto con poco più del 33% e ha voluto imporsi con la forza della sua risicata maggioranza sul resto del paese. Adesso, i due gruppi hanno già messo in azione un comitato elettorale con il compito di iniziare a lavorare per formulare proposte di programma in grado di dare risposte ai cittadini. Resta in sospeso la definizione dell’organigramma con l’indicazione del candidato a sindaco. Tra i due leader c’è sintonia e qualunque sia la scelta l’altro andrà ad assumere la carica di presidente del Consiglio. Neppure nel campo avversario le scelte sono facili in quanto la riconferma della candidatura di Domenico Prestipino non è certa. A quanto sembra l’aria di fronda all’interno della sua compagine vedrebbe la possibilità di indicare Enzo Ruggeri, ex presidente del Consiglio.

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