Disservizi telefonici, Briguglio interroga il ministro

Il “caso” disfunzioni linee telefoniche (compreso il servizio Adsl) che si registra da parecchio tempo in moltissimi paesi del versantre ionico del Messinese e che ha innescato proteste e la nascita a S. Teresa Riva di un comitato spontaneo di utenti, sarà oggetto di discussione al Parlamento nazionale. L’iniziativa è dell’on. Carmelo Briguglio di Alleanza nazionale, che ha presentato una interrogazione a risposta scritta al al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle comunicazioni. L’interrogazione è stata presentata questa mattina. Qui di seguito pubblichiamo integralmente il testo: ”Da mesi nella riviera jonica messinese e nell’hinterland di Taormina, comprensorio ad alta valenza turistica nazionale e internazionale, centinaia di utenti paganti registrano notevoli disservizi da parte della Telecom, e precisamente: linee telefoniche interrotte per lunghi periodi (giorni e settimane) senza preavviso, né assistenza; connessioni ADSL mai attivate o interrotte per mesi senza spiegazione alcuna da parte della compagnia; altre connessioni, per nulla affidabili, che funzionano a singhiozzo interrompendosi improvvisamente; connessioni, spacciate per superveloci al momento della vendita, che navigano a rilento; impiegati del 187 che rispondono male e in modo contraddittorio, chiudono il telefono in faccia agli utenti, quando non consigliano addirittura, candidamente, di cambiare compagnia…!; per non parlare della pressante vendita telefonica di contratti per la connessione a banda larga che non vengono assolti dalla compagnia perché, sollecita nella vendita di contratti, la stessa non lo è altrettanto nelle istallazioni e negli adeguamenti tecnici (si registrano ritardi anche di sette mesi per l’attivazione della linea!); le linee locali sono insufficienti e non sono in grado di sopportare l’attuale carico di utenza, tanto che non si comprende perché, stando così le cose, la compagnia continui a vendere nuovi contratti; gran parte dei disagi registrati nel comprensorio risulterebbe essere dovuta al danneggiamento di alcune schede della centralina locale, ma sembrerebbe che la Telecom non abbia alcuna intenzione di ripristinarle a causa di problemi burocratici interni alla compagnia (tempi lunghi per la presentazione dei bilanci); alla luce di quanto descritto la situazione è inaccettabile in quanto il territorio è servito da una linea telefonica da Terzo Mondo; in particolare, le apparecchiature istallate nelle centraline – sostiene l’o. Briguglio –  erano già di seconda mano negli anni ’80 e, nonostante siano ora del tutto inefficienti, non vengono riparate e pertanto gli utenti si chiedono cosa succederà in futuro, quando la tecnologia avanzerà ancora e le linee, arretrate e insufficienti, salteranno dei tutto, col risultato che professionisti, anziani soli e intere famiglie di utenti paganti resteranno definitivamente isolati, senza voce; va rilevato, inoltre, che i disservizi delle linee Telecom si ripercuotono anche sui servizi delle altre compagnie, che sono obbligate ad usufruire delle medesime linee ed apparecchiature obsolete; sulla telecomunicazione, e soprattutto su Internet, si basa oggi gran parte dello sviluppo culturale, economico e produttivo, e pertanto isolare il territorio, interrompendo i servizi ad utenti paganti, senza preavviso, né adeguata assistenza, significa penalizzare centinaia di professionisti, privati e studenti, causando notevoli disagi, ingenti ritardi e perdite economiche non indifferenti per un territorio che per crescere e svilupparsi non può permettersi un blocco delle comunicazioni che si risolve in un vero e proprio blocco produttivo; si sono costituiti comitati di utenti, che chiedono se Telecom stia adeguatamente investendo nell’ammodernamento delle proprie apparecchiature e linee telefoniche e, in particolare, se ci saranno investimenti per la tecnologia a banda larga, e come la società possa continuare a vendere servizi che non è attrezzata a fornire; gli stessi comitati rilevano che Telecom – sostiene Briguglio – non sottopone a regolare manutenzione le proprie apparecchiature e che le centraline della compagnia risultano in stato di abbandono, aperte e incustodite, in modo che chiunque possa manometterle, con la conseguenza che un innocuo temporale può mandare in tilt un intero quartiere; la protesta si estende anche al fatto che Telecom propone, anche in detto territorio, contratti per la navigazione ADSL alla velocità di 2,4 o anche 20 mega, con la relativa variazione di prezzi, quando è più che dimostrato che l’ADSL nel medesimo comprensorio raggiunge comunemente la velocità di appena 1,5 mega”. L’on. Carmelo Briguglio chiede se ”il Governo sia a conoscenza della situazione sopra descritta che chiama in causa la condotta e l’efficienza di Telecom che opera in regime di monopolio; se il Governo intenda porre in essere severi accertamenti in ordine alla situazione di inefficienza sopra esposta che sembra coperta da una generale omertà; quali iniziative il Governo intenda assumere per il potenziamento effettivo della tecnologia a banda larga nella riviera jonica messinese e in tutta la Sicilia; se il Governo intenda operare con urgenza al fine di eliminare il dubbio che la Telecom non intenda investire nell’adeguamento delle linee telefoniche, nella considerazione che gli utenti non hanno alternative in quanto non esiste una reale concorrenza nel settore, e che la compagnia sembra aspettare che le proteste dei cittadini inducano lo Stato ad accollarsi l’ammodernamento delle linee obsolete”.
Fin qui l’interrogazione parlamentare dell’on. Briguglio. Adesso si aspetta la risposta del Governo.

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