Messina, nave sperona aliscafo: 4 morti e 80 feriti

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LE TRAGEDIE NEI NOSTRI MARI
MESSINA – Qattro marinai morti, un dispeso, e una ottantina di feriti, tra cui alcuni gravi: è questo il tragico bilancio della collisione avvenuta nello Stretto di Messina tra un aliscafo e una nave mercantile straniera, Le quattro vittime sono membri dell’equipaggio dell’aliscafo: il comandante Sebastiano Mafodda di 54 anni, il capo macchinista, Marcello Sposito di 41, Lauro Palmiro di 50 anni e Domenico Zona, 42 anni, motorista. L’incidente si è verifcato nel tardo pomeriggio di ieri al largo del porto di Messina. Rimasto coinvolto un aliscafo della ”Bluvia” delle Ferrovie in servizio da Reggio Calabria a Messina e la portacontainer ”Susan Borchard”  battente bandiera di Antigua e Barbuda, di circa 130 metri, che stava attraversando lo Stretto con direzione nord-sud. L’aliscafo a seguito dello speronamento ha riportato uno squarcio al centro dello scafo. Tra i passeggeri si sono registrate scene di terrore. Alcuni di loro per sfuggire alle fiamme sprigionatesi sull’aliscafo si sono gettate in mare per essere poi salvate dai soccorritori. Due donne rimaste intrappollate sono state liberate dai vigili del fuoco. Hanno riportato fratture varie ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Il natante della ”Bluvia” in nottata è stato trainato nel porto di Messina, dove in serata erano convogliate decine di ambulanze, mezzi dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. La nave dopo qualche ora dall’incidente è stata fatta ormeggiare al molo Colapesce. Fino a tarda ora  motovedette della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco di Messina e Reggio Calabria  hanno perlustrato il tratto di mare della tragedia, che è stato anche sorvolato da elicotteri. E’ stata istituita un’unità di crisi.
I passeggeri, circa 150, che si trovavano a bordo dell’aliscafo sono quasi tutti pendolari messinesi, che lavorano o studiano a Reggio Calabria. L’aliscafo delle Ferrovie era partito da Reggio poco prima delle 18. 
Allertati gli ospedali delle due città dello Stretto nei quali sono stati trasportati i feriti. Sulle cause dell’incidente sono state aperte tre inchieste. Non si esclude l’errore umano.

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