Messina, organizzazioni mafiose in espansione

MESSINA – Un 2006 che si chiude tra luci e ombre, in una città piena di problemi. Una città dove nonostante le estorsioni e l’usura siano tra le fonti principali di reddito della criminalità organizzata, le denunce si contano sulle dita di una mano e addirittura diminuiscono. È un bilancio sostanzialmente positivo quello del 2006 tracciato nei giorni scorsi dal comandante provinciale dei carabinieri Maurizio Stefanizzi nel corso di un incontro con i giornalisti. E accanto all’allarme per le mani delle organizzazioni mafiose che s’allargano sempre più sulla città, il colonnello Stefanizzi ha evidenziato il grave problema della criminalità diffusa, con al centro i roghi d’auto, ritorsioni che spesso nulla hanno a che fare con la criminalità vera e propria ma sono soltanto “vendette da condominio”. Proiettando l’impegno nel 2007 il colonnello Stefanizzi si è augurato che aumenti ancora numericamente la presenza dell’Arma in tutta la provincia, che conta ben 93 stazioni.
È stato poi il tenente colonnello Stefano Iasson, comandante del reparto operativo, a tracciare un breve bilancio dell’attività sul fronte della criminalità organizzata. Ha ricordato su tutto due operazione: la “Ricarica”, con cui si è scoperta una vera e propria cupola mafiosa che agiva all’interno del carcere di Gazzi, e l’inchiesta “Ninetta”, che ha portato ad ottanta arresti per traffico di droga con il “censimento” di sette organizzazioni criminali. Intenso anche l’impegno nel 2006 per il reparto territoriale, e lo ha ricordato il tenente colonnello Pietro Oresta: 200 carabinieri impegnati nei servizi d’ordine pubblico costituiscono una sforzo notevole, basti pensare alle partite domenicali del Messina o ai tifosi del Catania che traghettano.
 

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