Messina, 151 anni di carcere al clan di Iano Ferrara

MESSINA – Pene detentive per 151 anni e 10 mesi e multe per complessivi 43.328 euro sono state comminate dai giudici della Prima sezione penale del Tribunale agli uomini del clan di Iano Ferrara, il “re” del quartiere Cep di Messina, finiti in manette nel 1996 durante l’operazione di polizia denominata “Scacco Matto”.
Ventiquattro, in tutto, gli imputati condannati mentre dieci sono stati quelli assolti da ogni accusa: “per non aver commesso il fatto” sono stati completamente scagionati Nicola Auditore, Antonino Contiguglia, Salvatore Gallo, Francesco La Speme, Pasquale Maimone, Giuseppe Mulè e Santo Venuto. Formula «perché il fatto non sussiste» invece per Stellario Carticiano e per Antonino Trovato.
Le condanne hanno raggiunto Giuseppe Arena (sei anni di reclusione e 5.000 euro di multa), Antonino Bongiovanni (sette anni e 6.000 euro di multa), Gaetano Campo (sette anni e 6.000 euro di multa), Nicola Cantello (otto anni e sei mesi), Domenico Di Dio (dieci anni e 3.000 euro di multa), Carmelo Ferrara (tre anni e 400 euro di multa), Francesco Fleres (nove anni e sei mesi), Gaetano Giustolisi (quattordici anni e sei mesi), Gianfranco Laganà (sette anni e 1.500 euro di multa), Alfio Lo Faro (nove anni e sei mesi), Luigi Longo (quattro anni), Angelo Magazzù (sei anni e 5.000 euro di multa), Salvatore Manganaro (sei anni e quattro mesi), Salvatore Mauro (sei anni e 1.032 euro di multa), Pasquale Pietropaolo (quattro anni e 400 euro di multa), Adriano Pietropaolo (quattro anni e 400 euro di multa), Angelo Santoro (cinque anni), Salvatore Scandurra (sei anni e 5.000 euro di multa), Vincenzo Scandurra (sei anni e 5.000 euro di multa), Rosario Sparacio (tre anni e 800 euro di multa), Giacomo Spartà (sei anni e 1.032 euro di multa), Orazio Sturniolo (quattro anno e 1.032 euro di multa), Giuseppe Zoccoli (tre anni e sei mesi, 700 euro di multa), Giuseppe Zuccarà (sei anni e 1.032 euro di multa). La corte ha anche applicato a Domenico Di Dio e Gaetano Giustolisi la misura di sicurezza della libertà vigilata per un periodo non inferiore ad un anno, da eseguirsi a pena detentiva espiata.
Assoluzioni parziali, ovvero relative ad alcuni dei capi di imputazione che venivano loro contestati, sono state decise per Giuseppe Arena, Nicola Cantello, Domenico Di Dio, Carmelo Ferrara, Gianfranco Laganà, Angelo Magazzù, Salvatore Manganaro, Angelo Santoro, Rosario Sparacio, Giacomo Spartà e Giuseppe Zuccarà.
Il non doversi procedere, per prescrizione dei reati – e in alcuni casi limitatamente solo a dei specifici capi di imputazione – è stato invece applicato nei confronti di diciassette persone: tra queste Giorgio Mancuso, Carmelo Ferrara e Giuseppe Mulè.

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