Messina, si suicidò con i figli: proroga d’indagini

MESSINA – Si va avanti con l’indagine per altri sei mesi, non è un caso da chiudere subito. Ha deciso così il gip Giovanni De Marco, rigettando la richiesta di archiviazione proposta dalla Procura sul caso di Carmela Bertuccio, la donna trentacinquenne residente a Belpasso ma nata a Messina che nell’ottobre del 2003 si gettò con l’auto nelle acque del porto dal molo I Settembre, annegando insieme ai suoi due figlioletti di 5 e 3 anni. Una storia terribile, angosciante, di cui tutta l’Italia s’interessò.
I familiari della Bertuccio infatti in questi anni non hanno mai creduto alla tesi del suicidio, e hanno sollecitato attraverso i loro legali, gli avvocati Carlo Zappalà e Claudia Arena, altre indagini ancora sulle eventuali responsabilità dei medici che ebbero in cura la donna e poi su una serie di fatti.
Il magistrato che ha seguito il caso, il pm Vincenzo Cefalo, a conclusione di una serie di accertamenti non aveva ravvisato all’epoca alcuna ipotesi di reato nella vicenda, a carico delle persone che ebbero in cura la donna o ebbero contatti immediatamente prima del tragico gesto. Quindi aveva chiesto l’archiviazione del caso.
Adesso, dopo una nuova udienza camerale che si è celebrata davanti al gip De Marco nei giorni scorsi, il magistrato sciogliendo la riserva ha deciso che si devono svolgere nuovi accertamenti, accogliendo quindi l’istanza degli avvocati Arena e Zappalà, che assistono i familiari della donna.

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