Furci. Si è dimesso il vice presidente del Consiglio

FURCI SICULO – Quando sembrava che in seno agli ambienti politici di Furci Siculo fosse riesplosa la pace con la rielezione a presidente del Consiglio comunale di Bruno Di Bella, ecco che giungono come un filmine a ciel sereno le dimissioni del vice presidente del Consiglio Nino Barca. E non solo. Barca ha anche abbandonato il gruppo di maggioranza della quale faceva parte. La lettera è stata depositata questa mattina all’ufficio protocollo. Poche righe, per formalizzare le dimissioni, ufficialmente per motivi personali. Ha scritto di mollare per improrogabili impegni lavorativi e familiari. Per il resto Barca non ha rilasciato dichiarazioni, ma chi lo conosce bene sostiene che le dimissioni vanno ben oltre le motivazioni ufficiali. Barca, che durante la legislatura in corso è stato sempre considerato uomo “di grande responsabilità e leale” dall’attuale amministrazione, non avrebbe gradito il “balletto” di dimissioni puntualmente rientrate, che a più riprese hanno paralizzato nell’ultimo anno l’attività politico-amministrativa. E’ successo con il vice sindaco Mario Balletta, il presidente del consiglio Bruno Di Bella e con il consigliere Alessandro Niosi, adesso rientrato nei ranghi della maggioranza. Una maggioranza che con la fuoriuscita di Barca non è più tale. Proprio questa mattina il sindaco Sebastiano Foti ha dichiarato che il gruppo non ritiene più nelle fila della maggioranza i consiglieri Pippo Settimo e Simone Panteoro, che non hanno partecipato alle ultime due riunioni del Consiglio e non hanno risposto agli inviti per le riunioni preconsiliari. Allo stesso tempo, il primo cittadino di Furci ha parlato pubblicamente in aula di una maggioranza rinnovata e di un nuovo percorso amministrativo che a quanto pare non avrebbe convinto Barca.  Stando così le cose, se le dimissioni di Barca non dovessero rientrare, il sindaco Sebastiano Foti potrebbe contare solo su sei consiglieri, tanti quanti ne conta la minoranza. E poi vi sarebbero tre mine vaganti: Pippo Settimo, Simone Panteoro e lo stesso Barca. Numeri insufficienti per portare a compimento la legislatura la cui scadenza naturale è prevista nella primavera del 2008.

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