Messina. Furti, i commercianti pronti a farsi giustizia

MESSINA – Sei furti, tra gioiellerie e laboratori orafi, in pochi mesi. “Colpi” messi a segno, forse sempre dalla stessa mano, nel centro cittadino in un’area di poche centinaia di metri. E i commercianti, stanchi, minacciano di farsi giustizia da soli assoldando “vigilantes” privati armati per garantirsi la tranquillità.
Sembra essere esplosa l’emergenza, a Messina, nel quadrilatero compreso tra le vie Dei Mille, XXVII Luglio, Risorgimento e piazza Cairoli dove, tra maggio e ottobre, i malviventi sono riusciti ad arraffare preziosi per decine e decine di migliaia di euro forzando le saracinesche di numerose attività commerciali.
L’ultimo furto in ordine di tempo è quello messo a segno, nella notte tra venerdì e ieri, ai danni del laboratorio di oreficeria “Mammano” di via Risorgimento 46. Le modalità del “colpo”, che secondo una prima stima ha fruttato gioielli per decine e decine di migliaia di euro, sono state le stesse messe in atto nelle volte precedenti. Tagliata la saracinesca, i malviventi hanno forzato la serratura e, introdottisi nei locali, hanno fatto razzia di ogni cosa. L’attività commerciale, secondo i primi accertamenti, non sarebbe collegata alle forze dell’ordine con il sistema di teleallarme ma usufruirebbe – come molte gioielleria della zona – di un servizio di vigilanza privata. Ieri la denuncia alla polizia e i rilievi della Scientifica.
Nei mesi scorsi nel mirino dei malviventi erano già finiti “Lo Scrigno” di via dei Mille, “Amoroso orologi” di via XXVII Luglio 52, “Lo Presti gioielli” di via dei Mille 172, la “Bottega Orafa” e “Athos gioielleria” di via Risorgimento 47.

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