Roccalumera, rimane in carcere Francesco Foti

MESSINA – E’ stato interrogato oggi, nel carcere di Gazzi dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Messina, Maria Eugenia Grimaldi, il trentacinquenne di Roccalumera, Francesco Foti, accusato di occultamento di cadavere e mancato soccorso. Il colloquio tra il magistrato e Foti, che era assistito dal suo legale di fiducia, Emilia Cerchiara, è durato circa un’ora. Alla fine il magistrato ha confermato lo stato di detenzione di Francesco Foti, che rimane quindi in carcere. Il gip, invece, si è riservato di stabilire la data dell’autopsia sul corpo di Domenico Foti, il padre settantacinquenne di Francesco. Sembra che il magistrato si stia attivando per far sottoporre il giovane a perizia psichiatrica. La vicenda risale a lunedì scorso, quando i carabinieri scoprirono nell’appartamento di via Umberto I° a Roccalumera in avanzato stato di decomposizione  il corpo dell’anziano, che il figlio Francesco aveva nascosto per tre mesi in uno sgabuzzino sul terrazzo dell’appartamento.
Intanto emergono altri particolari della vicenda. Il cadavere dell’uomo era stato accuratamente bendato, quasi come una mummia e sistemato dentro un sacco, adagiato sopra un piccolo materasso e poi rinchiuso nello sgabuzzino di due metri quadrati. Pare fosse stata collocata anche sabbia sul pavimento per contenere il naturale versamento dei liquidi.

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