Caccia, sette associazioni diffidano la Regione Sicilia

In vista della pre-apertura della caccia in Sicilia del 2 settembre, sette associazioni ambientaliste e animaliste  (Lav, Amici della terra, Cai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Wwf) hanno notificato una diffida al presidente della Regione,  Totò Cuffaro, ed all’assessore all’Agricoltura, Giovanni La Via, con la quale si chiede di revocare il decreto sul “calendario venatorio” che anticipa l’apertura della caccia di oltre due settimane rispetto la data fissata dalle leggi statali, vincolanti anche per le regioni autonome. Da pochi giorni, infatti, è entrato in vigore il decreto-legge inerente le “disposizioni urgenti per assicurare l’adeguamento dell’ordinamento nazionale alla direttiva in materia di conservazione di fauna selvatica” che prevede in maniera tassativa il divieto “di esercitare l’attività venatoria prima della terza domenica di settembre”. Il calendario siciliano, viceversa, autorizza la caccia sin dal 2 settembre alle specie coniglio selvatico, tortora, merlo, colombaccio e, dal 10 settembre, alla quaglia. Se in Sicilia i cacciatori imbracceranno i fucili prima del 17 settembre – si legge nella diffida – sarebbe contestabile il reato di caccia in periodo di divieto generale. Anche la Corte Costituzionale ha stabilito  che “non spetta alle Regioni modificare il calendario venatorio ampliando la delimitazione temporale del prelievo”. Le Regioni ad autonomia speciale devono osservare i limiti temporali disposti dalla Legge 157 del 1992 in quanto “rivolti ad assicurare la sopravvivenza e la riproduzione delle specie cacciabili” mediante standard minimi di tutela della fauna di esclusiva competenza dello Stato.
“L’apertura anticipata – ha dichiarato Ennio Bonfanti, della Lav Sicilia – produrrà conseguenze gravissime sulle popolazioni selvatiche, visto che in questo periodo tante specie si trovano in piena fase riproduttiva. “Non sussistono le condizioni ecologiche e di opportunità per anticipare di due settimane l’inizio della caccia e, quindi – aggiunge Bonfanti – quella dei prossimi giorni si preannuncia come una micidiale strage di animali”.
Qualora la Regione non dovesse ritirare il calendario per modificarlo in ossequio alle leggi nazionali, i firmatari della diffida si sono detti pronti ad attivare le più opportune azioni legali contro il calendario, ritenuto illegittimo per le numerose e gravi violazioni delle normative regionali, statali e comunitarie sulla tutela della fauna.

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