Taormina, operaio licatese aggredito a coltellate

TAORMINA –  E’ fuori pericolo, ma ha rischiato la vita per una banalissima lite. Massimo Santamaria, 36 anni, operaio, residente a Licata, ha rischiato di morire per una coltellata sferrata all’altezza della gola da un giovane residente nel Catanese. L’uomo è stato già identificato e denunciato a piede libero dai carabinieri della compagnia di Taormina intervenuti dopo che è stato lanciato l’allarme. La vicenda è stata  resa nota oggi dagli inquirenti. Ad intervenire i militari dell’Arma di Taormina che conducono le indagini. Santamaria e altri due suoi amici avevano trascorso il sabato sera in una discoteca di Giardi Naxos e all’alba di domenica si stavano accingendo a fare ritorno a casa quando si è verificata l’aggressione. La vettura sulla quale si trovavano i tre licatesi stava uscendo da un parcheggio in via Vulcano, non lontano dal quartiere delle discoteche di Recanati molto frequentato dai giovani, quando l’automobile ha rischiato di scontrarsi con una macchina che proveniva in senso contrario. Il diverbio è stato quasi inevitabile per il mancato incidente, ma la discussione – secondo il racconto dei carabinieri – si sarebbe presto trasformata in un’autentica aggressione. A farne le spese è stato Massimo Santamaria ferito da almeno due fendenti; alla gola e al torace. Tutto ciò si sarebbe verificato davanti ad alcuni testimoni che hanno permesso di rintracciare i presunti responsabili dell’aggressione. Attraverso il numero di targa dell’auto sulla quale si trovavano i tre catanesi è stato possibile risalire alla loro identità. Lo hanno fatto i carabinieri della Compagnia di Taormina diretti dal capitano Domenico Albanese che hanno denunciato le tre persone con le accuse di lesioni dolose aggravate. Intanto, rimane ricoverato al reparto rianimazione dell’ospedale Sirina di Taormina Massimo Santamaria, vittima dell’aggressione.

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