Palermo, il dietro le quinte della “prima” all’Ars

PALERMO – Ha ottenuto 54 voti su 55 del cartello di maggioranza. Un voto non è stato attribuito. Il chiarimento del neo presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gianfranco Micciché, di Forza Italia,  è giunto in sala stampa al termine della prima seduta:  “Non era il caso di insistere taglia corto – ma il voto non attribuitomi era mio”, dice   nella sala Rossa di palazzo dei Normanni, con un raggiante presidente della Regione Totò Cuffaro che gli sta accanto e che dà per certa la costituzione del governo per venerdì della prossima settimana. Dopo aver superato il primo ostacolo, infatti, l’attenzione si sposta sulla composizione della giunta regionale. Sempre che Cuffaro non faccia di testa sua… E il primo problema politico da risolvere è la divisione all’interno di Alleanza Nazionale. Il partito di Fini tornerà  all’attacco, chiedendo che la rinuncia alla presidenza dell’Ars sia compensata da un assessore in più. Ma Cuffaro non sembra voler cedere: i quattro partiti della coalizione (Fi, An, Udc ed Mpa) avranno lo stesso numero di rappresentanti nell’esecutivo, cioè tre a testa, ha ribadito ieri il Governatore. Cuffaro non entra nel merito e si ferma ai tempi del varo della nuova compagine di governo.
“Venerdì – annuncia Cuffaro – ci saranno i nomi dei nuovi assessori regionali. Oggi c’è la partita dell’Italia, domani è… sabato, domenica vado a Messa… ne riparleremo lunedì”.
Dopo quattro elezioni alla Camera, compresa quella di aprile, l’ex ministro allo Sviluppo del governo Berlusconi, Gianfranco Micciché torna quindi in Sicilia per sedere sullo scranno più alto di quello che parte della storiografia considera il più vecchio Parlamento del mondo.
Con l’elezione a presidente dell’Ars Miccichè lascerà Montecitorio e al suo posto subentrerà Ida d’Ippolito, calabrese.
Intanto, Miccichè ha dato le prime indicazioni sulla sua presidenza, dicendo che “adesso non parlerà più da uomo politico e sarà imparziale”. Ma sull’opposizione Miccichè non è stato tenero: “Se stasera, prima di abbandonare il mio ruolo di uomo di parte, dovessi dare un consiglio a Cuffaro – ha detto – gli direi di avere con il centrosinistra la stessa generosità che l’Unione ha verso di noi a Roma. Non capirei altre aperture che non siano quelle, ovvie, del dialogo”.
La quattordicesima legislatura, comunque, per il centrosinistra non parte nel migliore dei modi. La dimostrazione è data dai sei franchi tiratori che rimarcano fin dalle prime battute differenziazioni e disponibilità a trattative sotto banco. Le schede bianche votate dall’opposizione sono state 29 contro i 35 voti di cartello (il il presidente anziano Vicenzo Culicchia si è astenuto) Un bel problema per Rita Borsellino.
La quale dal canto suo annuncia tuttavia che  l’opposizione non intende fare la politica del no preconcetto e a tutti i costi
Nei corridoi c’era  il gotha della politica regionale. I deputati  sono stati contesi dai giornalisti accreditati. Tra i più gettonati, Cateno De Luca, dell’Mpa, sindaco di Fiumedinisi, che oggi, dal cronista parlamentare della Gazzetta del sud si è aggiudicato la palma per la dichiarazione più efficace. De Luca, grazie ai suoi 34 anni, è approdato all’Ars per la prima volta e direttamente sugli scranni più alti di Sala d’Ercole perché, come parlamentare più giovane insieme con Giusy Savarino, 32enne (dell’Udc), è stato chiamato a far parte dell’ufficio di presidenza dal decano Enzo Culicchia (Margherita) che ha inaugurato questa XIV legislatura dell’Ars presiedendo la seduta in qualità di consigliere anziano in un Palazzo dei Normanni stracolmo di parenti e ospiti, tanto da neutralizzare gli effetti dell’impianto di climatizzazione in tutte le sale attigue a quella del Parlamento, dorate e austere anch’esse. Da qui il commento di De Luca: «La mia prima reazione è stata di una certa tristezza: stando qui si avverte quel senso di distacco del Palazzo dal territorio. Sembra di vivere separati dalle nostre realtà di Provincia e questo spiega perché i cittadini si sentano poco capiti nell’affrontare quei problemi che la quotidianità pone tutti i giorni». E il suo primo pensiero lo rivolge proprio alla riviera jonica messinese.
Emozionato ovviamente, De Luca si è presentato a Palazzo dei Normanni, accompagnato dalla moglie Giusi e dal papà. Per molti dei neo eletti è stato così: presenti in gran numero le consorti. Ma nel caso di Giulia Adamo, ex presidente della Provincia di Trapani, anche il genero Piero Franza presidente dell’Fc Messina.
L’altro deputato della riviera jonica messinese è Pippo Currenti, di An, che ha preso il posto di Buzzanca, dichiarato incandidabile.
“Partecipare ai lavori d’aula – ha detto Currenti – è rappresentato per me un’emozione forte. Ma adesso bisogna pensare a lavorare. E io mi batterò affinché i riflettori sull’hinterland jonico rimangano accesi nel corso dell’intera legislatura”.
Dando uno sguardo alle cifre dell’Ars, su 90 deputati solo tre sono donne; 44 i nuovi entrati su un totale di 90. Sarà per compensare la scarsa presenza femminile nell’Assemblea, ma ieri Cuffaro ha ribadito che intende portare nel governo quattro assessori donne. E poi ha elencato una serie di priorità per l’inizio di questa legislatura a partire da una legge sul lavoro.
Domani sera su Tele 90 alle 21 andrà in onda uno speciale sui lavori d’insediamento dell’Assemblea regionale con ampi servizi ed interviste che saranno disponibili anche su questo sito internet.

Leave a Response