L’arresto del principe di Savoia e il filone messinese

MESSINA – L’operazione investigativa che ha portato all’arresto di Vittorio Emanuele di Savoia, condotta dalla procura di Potenza, sembra che abbia fatto emergere dei legami con esponenti della criminalità organizzata siciliana riguardo ad illeciti relativi al business dei videogames. Il filone siciliano ha portato all’arresto dei fratelli Giuseppe e Ignazio Migliardi, di 28 e 29 anni, e Ignazio Laganà, 21 anni. Tutti e tre accusati di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al falso.

Nell’operazione, condotta dalla Squadra mobile, è rimasto coinvolto anche il direttore dei Monopoli di Stato di Messina, Francesco Tarantino, che è indagato. Secondo gli inquirenti, i fratelli Migliardi e Laganà avrebbero corrotto Tarantino con decine di migliaia di euro per ottenere il nulla osta dei Monopoli di Stato necessario a rendere legali gli apparecchi di videogioco.

Indagata a piede libero anche Giovanna D’Angelo, moglie di Ignazio Migliardi, e titolare della società “Italnolo”, a cui facevano capo le sale di videogiochi gestite da suo marito con il fratello Giuseppe Migliardi e da Laganà. Domani mattina si terrà una conferenza stampa presso la Questura di Messina.

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