Messina. 8 anni a Pugliatti, ex primario del Piemonte

MESSINA –  Il giudice monocratico Agatino Cisca ha condannato Vincenzo Pugliatti, originario di S. Teresa di Riva, ex primario del reparto di ostetricia dell’ospedale Piemonte di Messina, ad otto anni di reclusione con l’accusa di sottrazione di cadavere e di falso in cartella clinica. Insieme a lui, ma solo per il secondo reato, è stata condannata a quattro anni anche la ginecologa Rita Palermo.

I fatti di cui al processo risalgono al 1997 e riguardano un parto trigemellare avvenuto al Piemonte. Stando all’accusa, uno dei neonati della famiglia Lo Presti era morto per un errore commesso dal primario o dall’équipe medica. Per occultare la sua responsabilità, Pugliatti aveva affermato che il piccolo era deceduto settimane prima, quando era nel grembo della madre. Ma l’esame del Dna ha dimostrato che il bimbo morto non era uno dei tre gemelli Lo Presti. Secondo l’accusa il medico avrebbe sostituito il corpicino con quello di un immaturo, senza un arto, morto in precedenza. I coniugi Lo Presti avevano denunciato i medici. L’inchiesta era stata in un primo tempo archiviata, ma dopo l’esame del Dna, nel 2000, si era scoperto che il bimbo non era il figlio dei Lo Presti.

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