Festa di Sant’Agata. Piazza Duomo si illumina con i fuochi della “sira ‘o tri”. Fra poche ore il giro esterno del fercolo

CATANIA – Uno spettacolo pirotecnico sontuoso ed una piazza Duomo stracolma. Si potrebbe sintetizzare così la cosiddetta “sira ‘o tri”, che apre la tre giorni in onore di Sant’Agata. Una serata che ha preso il via intorno alle 19, con le cantate in onore della vergine e martire. Sul palco di piazza Duomo, poi, si sono susseguiti vari artisti catanesi. Fra questi anche il noto comico Giuseppe Castiglia, che si è esibito in una apprezzata canzone dedicata alla Santa ed alla città di Catania. Poi, intorno alle 20:30, l’inizio dello spettacolo piromusicale, a cura della ditta dei fratelli Vaccalluzzo di Belpasso, che è stato molto apprezzato dal pubblico e che, come tradizione vuole, ha avuto il compito di “svegliare Sant’Agata”. Sulle arie de “Il trono di spade” e classici dell’opera lirica, i fuochi d’artificio hanno illuminato a giorno piazza Duomo, tenendo col naso all’insù, e con lo smartphone in mano, migliaia di persone. Poi è stato il momento dello spettacolo pirotecnico, con i fuochi che sono stati esplosi da Villa Pacini, che sorge sotto gli archi della Marina, oltre Porta Uzeda. Dal punto di vista dell’ordine pubblico non ci sono stati grossi problemi, a parte un momento di tensione fra le piazze Università e Duomo, dove la folla di curiosi ha forzato una transenna posta dalle forze dell’ordine per regolamentare il flusso di gente. La festa di Sant’Agata, edizione 2019, ha dunque preso il via. Alle 5:15, infatti, il busto della Patrona tornerà fra i suoi devoti, con l’emozionante uscita dal sacello, cui farà seguito la celebrazione della Messa dell’Aurora, presieduta dall’Arcivescovo di Catania, Monsignor Salvatore Gristina. Poi, l’uscita delle sacre reliquie dalla cattedrale, intorno alle 7 del mattino, con i fedeli assiepati in piazza Duomo che, con indosso il sacco, saluteranno la Santa. Seguirà il messaggio del parroco della cattedrale, Monsignor Barbaro Scionti, che consegnerà ai devoti il busto reliquiario e lo scrigno. Prenderà, così, il via il giro esterno del fercolo che, dopo aver percorso i quartieri periferici della città, farà rientro in duomo alle prime luci dell’alba del 5 febbraio. 

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