Sicilia. Disoccupazione ed infertilità al vaglio del primo congresso della Siru

La Sicilia a rischio estinzione. Infertilità, inquinamento ambientale, stili di vita inadeguati, carrierismo e soprattutto la difficoltà di trovare un lavoro per mettere su famiglia sono le cause dell’attuale crisi demografica. La natalità sull’Isola ha fatto registrare il preoccupante indice di 1,3 figli per coppia: il più basso d’Italia. L’allarme è stato lanciato nel corso del primo congresso siciliano della “Siru”, la Società italiana della Riproduzione umana, che si è svolto nella sede del Consorzio universitario di Caltanissetta per fare il punto su “La tutela della Salute riproduttiva e l’ integrazione del Centro di procreazione medicalmente assistita nel sistema sanitario”. Dalla kermesse è emerso che solo l’1,8% delle donne siciliane sceglie di non avere figli; la stragrande maggioranza invece li vorrebbe ma è cosciente di non poterli mantenere. Diversa è la situazione delle coppie che lamentano problemi di infertilità e che chiedono di potere accedere, senza riuscirvi, alla riproduzione assistita. La soluzione? Secondo il professore Antonino Guglielmino, presidente della Siru, passa dall’attuazione dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) regionali e dall’attivazione di un sistema misto fra pubblico e privato simile a quello lombardo che prevede un ticket di appena 37 euro. In alternativa –sempre secondo Guglielmino- si potrebbe ripristinare il regime di copayment (rimasto in vigore dal luglio 2016 al dicembre 2017) che prevede la spartizione delle spese tra paziente ed istituzioni: nel dettaglio, mille euro spetterebbero alle coppie con un reddito inferiore ai 50mila euro e 1.700 alla Regione Siciliana. Al momento, l’intera somma grava sui pazienti che spesso sono costretti a rivolgersi alle strutture di altre regioni o di altri Stati (i Paesi Bassi per esempio hanno varato un piano per garantire il diritto alla genitorialità per coloro che sono affetti da patologie che provocano infertilità o che non hanno rispettato l’ orologio biologico). La politica deve fare il primo passo: il calo delle nascite e il costante allungamento delle aspettative di vita sono già un’emergenza social

Carlo Spadaro

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