Messina. Il maltempo non ferma il successo della XXVI edizione delle Giornate Fai di Primavera.

MESSINA. Le pessime condizioni atmosferiche non hanno impedito il successo della XXVI edizione delle Giornate Fai di Primavera. Anche quest’anno, oltre 1000 siti culturali italiani, di norma chiusi al pubblico, sono stati resi fruibili a milioni di visitatori. Grazie ad un piccolo contributo, è stato possibile ammirare chiese, palazzi, ville, borghi, castelli, musei e percorsi naturali, generosamente illustrati da studenti volontari nelle vesti di apprendisti ciceroni.

A Messina, nel weekend, era prevista la visita guidata al Teleposto Meteorologico, meglio conosciuto come “Osservatorio” del viale Regina Margherita. La struttura, baluardo cittadino per l’ Aeronautica Militare e per il Servizio Meteorologico Nazionale, offre un servizio h24 per il monitoraggio dei parametri atmosferici ed ambientali al fine di assicurare l’ emissione di bollettini meteo secondo gli standard indicati dell’ Organizzazione Meteorologica Mondiale. E’ stato possibile approfondire anche il funzionamento della strumentazione in dotazione, come l’ eliofonografo che consente la misurazione del calore solare. A guidare i visitatori c’erano gli studenti dei licei “Seguenza”, “Archimede”, “Maurolico”, “La Farina” e degli Istituti comprensivi “Drago”, “San Francesco di Paola”, “Vittorini”, “Pascoli-Crispi”, “Annibale Maria di Francia – Paino Gravitelli”, “Cannizzaro-Galatti”, “S.G. Bosco”.

In provincia, in particolare a Capizzi, ha aperto i battenti la Chiesa di Sant’Antonio da Padova (normalmente chiusa al pubblico), nota per essere il punto d’arrivo di un pellegrinaggio che i fedeli percorrono scalzi per 4 ore nei boschi dei Nebrodi. Sempre a Capizzi è stato possibile visitare il Museo di Arte Sacra dei Santi Nicolò e Giacomo. S.Marco D’ Alunzio invece ha messo a disposizione ben 5 chiese e tre musei.

Non è stato da meno il comprensorio jonico. A Casalvecchio, il Gruppo FAI Giardini Naxos-Taormina ha proposto la visita della basilica dei SS. Pietro e Paolo D’ Agrò, considerata una delle chiese di origine normanna più antica e di più complessa architettura. La prima costruzione, distrutta poi dagli arabi, sembrerebbe risalire addirittura al 560 d.C. Ad Alcara Li Fusi, ai soli soci FAI è stata resa disponibile la fruizione di un itinerario naturalistico e la visita alla Chiesa delle Grazie, al Monastero di S.Maria del Rogato e al Santuario dell’ Eremo. Ai non iscritti invece è stato chiesto un contributo variabile dai 2 ai 5 euro.

Carlo Spadaro

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