Ato Me4 batte cassa ai comuni di Nizza di Sicilia e Fiumedinisi

Il ciclone Ato Me4 si abbatte su alcuni comuni della riviera ionica. E travolge anche due centri della Valle del Nisi: Nizza di Sicilia e Fiumedinisi sono finiti nella lista nera delle municipalità debitrici nei confronti dell’Ato4 rifiuti, ente adesso in liquidazione. I sindaci Piero Briguglio (Nizza) e Giovanni De Luca (Fiumedinisi) dovranno trovare le risorse per saldare i debiti, nonostante entrambi i comuni dallo scorso novembre abbiano interrotto i rapporti con l’Ambito territoriale ottimale, costituendo l’Aro Valle del Nisi insieme ad Alì Terme e Alì che invece risultano in regola con i pagamenti. Il nuovo corso della gestione dei rifiuti è iniziato, dimenticando però di saldare le fatture pregresse con l’Ato, che di certo non si è mai contraddistinto per un servizio impeccabile, a detta di molti sindaci. I primi cittadini però avrebbero dovuto pensarci a tempo debito e formalizzare le legittime lamentele all’ente gestore, cosa che non è mai avvenuta. Adesso il debito c’è e va saldato, senza troppe scuse. La situazione finanziaria dell’Ato 4 al momento è disastrosa: ad oggi non ci sono soldi in cassa per pagare gli stipendi, per il conferimento in discarica dei rifiuti, né tanto meno per saldare i conti con le officine che provvedono alla riparazione dei compattatori. I dipendenti sono sul piede di guerra e hanno proclamato lo sciopero per il 26 febbraio. Una situazione vergognosa: ci si domanda come un ente che serve ad oggi 22 comuni, da Scaletta Zanclea a Santa Domenica Vittoria, si trovi in una crisi di liquidità senza precedenti. Tanti i comuni che sono inadempienti con il pagamento delle fatture e questo inevitabilmente non consente di rimpinguare le casse Ato e di provvedere alle spese. I sindaci, dal canto loro, lamentano scarse risorse finanziarie (anche a causa dei tagli al fondo delle Autonomie della Regione Sicilia) e non riescono a far quadrare i conti, ma l’Ato chiede le somem che gli spettano per i servizi erogati. Insomma un circolo vizioso che inevitabilmente si ripercuoterà sul corretto espletamento della gestione integrata dei rifiuti anche nei comuni che invece sono  in regola con i pagamenti. Il commissario liquidatore Ettore Ragusa è stato lapidario e ha diffidato i centri inadempienti inviando la documentazione alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, al Prefetto e alla Regione. Nella Valle del Nisi, come detto, i comuni inadempienti sono due: Fiumedinisi che deve pagare complessivamente il saldo di 16 fatture tra 2016, 2017 e sino al gennaio 2018, per un totale di  170 mila euro. Il debito che riguarda Nizza di Sicilia invece ammonta a 277mila: in sospeso sono rimaste 8 fatture, sei del 2017 e due dell’anno in corso. “Il debito c’è e provvederemo a saldarlo in tempi brevi – dice il sindaco di Fiumedinisi De Luca . Sicuramente è per noi una priorità. Abbiamo discusso con l’ufficio ragioneria dell’Ato e la situazione ci è chiara e sotto controllo anche perchè si protrae da diversi anni. Il commissario Ragusa – aggiunge il primo cittadino – si è sempre mostrato collaborativo con noi ed anche se abbiamo una nuova gestione con l’entrata in vigore dell’Aro onoreremo il nostro impegno economico. Le nostre quote incidono relativamente, ciascun comune deve pensare a regolarizzare la propria posizione”. Questo è innegabile, non saranno certo le quote dei singoli comuni a risolvere i problemi finanziari dell’Ato, ma tutti i centri inadempienti devono saldare i debiti. In particolare i comuni che adesso sono transitati all’Aro e che hanno interrotto i rapporti con l’Ato Me4, per i centri ancora soci i conti rimangono aperti. A questo proposito il liquidatore è stato chiaro: “Appena avrò disponibilità delle somme le spettanze dei dipendenti saranno tempestivamente saldate”.

 

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