A18. Svincolo di Alì Terme, c’è ottimismo sulla realizzazione dell’opera

“Sono molto fiducioso. La scelta di muoverci e utilizzare toni anche di una certa perentorietà è stata utile a sbloccare una situazione ferma da oltre un anno, nonostante i ripetuti solleciti della Città Metropolitana nei confronti del Cas rimasti senza riscontro”. È il commento del sindaco di Fiumedinisi, Giovanni De Luca, dopo l’incontro a Palazzo dei Leoni convocato dal commissario Francesco Calanna per imprimere un’accelerazione alle procedure di finanziamento degli svincoli autostradali nell’ambito del Masterplan. E si è finalmente giunti a un punto fermo: gli svincoli tecnicamente in grado di soddisfare quanto richiesto in termini di tempistica dal Masterplan (contratto di appalto da stipulare entro il 31 dicembre 2019) sono soltanto quelli di Alì Terme e Monforte San Giorgio. Entrambi, infatti, oltre ad essere dotati dei necessari pareri ed in particolare della Valutazione di Impatto Ambientale da parte del Ministero dell’Ambiente, sono inseriti nel Piano regionale dei trasporti e, nel caso di Alì Terme, anche nel Piano regionale di protezione civile quale via di fuga per le popolazioni non solo della Valle del Nisi ma anche di Itala e Scaletta, oltre a poter consentire il decongestionamento dai mezzi pesanti di questi due comuni che non sono dotati di lungomare. I due progetti dovranno però essere aggiornati e questo comporterà un aumento del costo complessivo. Per lo svincolo di Alì Terme occorrono 32 milioni di euro a fronte dei 18 già stanziati nel ;asterplan, mentre per quello di Monforte ne serviranno 20 a fronte dei 15 già presenti. “All’epoca dell’inserimento dei progetti nel Masterplan – spiega il sindaco De Luca – le somme furono stanziate in maniera parziale in quanto si contava sul fatto che le due opere erano già state inserite nell’APQ 2006 che assicurava l’altra parte di copertura finanziaria. Da quanto è emerso in via definitiva, però, l’APQ 2006 non ha più alcun effetto. Le risorse necessarie all’integrale copertura finanziaria degli svincoli, dunque, dovranno pervenire dalla necessaria rimodulazione degli interventi”. Entro il 31 gennaio verrà predisposta una relazione da parte della Città Metropolitana che sarà poi inviata al Ministero per la coesione territoriale.

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