Unione del Nisi al capolinea, il Comune di Nizza valuta il rientro nelle Valli Joniche dei Peloritani

NIZZA DI SICILIA – Ormai è giunta al capolinea l’Unione dei Comuni Valle del Nisi-Area delle Terme, organismo sovracomunale mai decollato nonostante i ripetuti tentativi messi in atto dagli amministratori comunali. Errori burocratici, intoppi di vario genere e forse la mancanza di volontà politica  hanno messo la pietra tombale sull’iniziativa comprensoriale. L’argomento, su imput del gruppo di minoranza, è stato dibattuto durante l’ultima seduta del Consoglio comunale di Nizza di Sicilia. In buona sostanza la situazione è oltremodo complicata. Di fatto esistono due Unioni: la prima nata male, una seconda, istituita senza sciogliere quella già esistente e sulla quale pende un ricorso che non ha mai consentito l’avvio dell’iter burocratico. “Alla Regione – ha detto il presidente del Consiglio di NIzza di sicilia, Carmelo Miceli – attualmente riconoscono solo la prima”.  La soluzione piu’ semplice sarebbe di cancellarle entrambe e ripartire da zero. Strada, questa, però non percorribile. “La nuova normativa – continua Miceli – richiede, infatti, un minimo di diecimila abitanti per costituire un raggruppamento di Comuni”. Anche se Nizza, Fiumedinisi, Alì Terme e Alì decidessero di mettersi insieme, la cifra non sarebbe raggiunta. In aula il sindaco Piero Briguglio ha risposto ai dubbi e alle perplessità deò gruppo di opposizione circa il rischio di isolamento che il centro nizzardo correrebbe. Briguglio, inoltre, ha sottolineato che Nizza collaborerà con i Comuni vicini nel momento in cui se ne dovesse presentare l’occasione. Un esempio, in questo senso, è l’Aro del Nisi, che si occuperà della raccolta dei rifiuti. Il sindaco ha, inoltre, proposto di discutere un eventuale rientro di Nizza di Sicilia nell’Unione dei Comuni Valli ioniche dei Peloritani, valutandone i benefici.

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