Spese pazze all’Ars, assolto Cateno De Luca perché il fatto non sussiste

PALERMO – Assolto perché il fatto non sussiste. Cateno De Luca (nella foto) supera il primo dei suoi ostacoli giudiziari incassando l’assoluzione da parte del Gup del Tribunale di Palermo Riccardo Ricciardi. Il gup ha invece condannato a due anni di reclusione (pena sospesa) per peculato l’ex capogruppo del Pdl Innocenzo Leontini, che assieme a De Luca aveva chiesto il rito abbreviato. È stato lo stesso sindaco di S. Teresa, coinvolto nell’inchiesta sulle “spese pazze” all’Ars in qualità di ex deputato regionale, ad annunciare l’esito favorevole della vicenda. «Dopo tre anni di indagini – ha scritto sul suo profilo Facebook accompagnando una foto che lo ritrae assieme ai suoi legali – sono stato assolto perché il fatto non sussiste! Ho chiesto di essere giudicato immediatamente (con il rito abbreviato, ndC) e sono stato l’unico capogruppo ad essere stato assolto con formula piena. Io non ho fatto spese pazze con i soldi del parlamento siciliano. Dai documenti acquisiti dalla Guardia di Finanza era emerso che io avevo speso più soldi di quanto me ne dava al mese l’Ars. In definitiva – ha aggiunto De Luca – è stato confermato che rimettevo pure soldi di tasca e questo lo dicono ora anche i giudici». Il Pm Maurizio Agnello aveva avanzato al gup una richiesta di condanna a due anni e quattro mesi di reclusione. «Ringrazio di cuore i miei avvocati Giuseppe e Giovanni Cozzo – ha concluso De Luca – che sono riusciti a tenere a bada le mie intemperanze ed hanno brillantemente difeso la mia onorabilità». L’inchiesta “spese pazze” ha coinvolto dodici capigruppo all’Ars. A Cateno De Luca veniva contestato il fatto di aver utilizzato i soldi del gruppo (1.800 euro circa) per comprare 133 agende Nazareno Gabrielli consegnate poi alla sua segreteria politica di Messina.

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