Alì Terme. Attesa per fine mese la decisione sull’Ufficio del Giudice di Pace

ALI’ TERME – Si conoscerà il 31 maggio la decisione del Ministero della Giustizia dalla quale dipende il ritorno ad Alì Terme del Giudice di Pace, la cui sede è stata abolita nel 2013 e accorpata a Messina assieme a quelle di S. Teresa di Riva e Taormina. Il tentativo è stato possibile al ”decreto Milleproroghe” con il quale il ministero ha riaperto i termini affinché le Unioni dei Comuni, in questo caso quella delle valli Ioniche e dei Peloritani, si esprimano per ospitare nel loro territorio il Giudice di Pace. Interessati alla gestione associata sono i comuni di Antillo, Casalvecchio Siculo, Forza d’Agrò, Furci, Limina, Mandanici, Pagliara, Roccalumera, Sant’Alessio, S. Teresa e Savoca, ai quali si sono aggiunti Nizza, Fiumedinisi, Alì Terme, Scaletta e Itala, che contano una popolazione complessiva che supera le 38 mila unità. La scelta è caduta sul centro termale anche perché la palazzina sulla centrale via Crispi, dove per 20 anni è stato ospitato l’ufficio, è di proprietà del Ministero e questo consentirerebbe un notevole risparmio della spesa. La quota parte delle varie amministrazioni municipali sarà definita nel momento in cui verrà accolta la richiesta a cui seguirà il relativo decreto ministeriale, che dovrebbe essere emanato, come dicevamo, entro il 31 maggio. Il ministero garantirebbe solo lo stipendio del giudice mentre i Comuni dovranno sostenere quelle del personale che sarà selezionato tra i dipendenti di cui dispongono. E’ stato stimato che l’ufficio del giudice di pace di Alì Terme avrà un costo base annuo per ogni singolo Comune di circa 1.300 euro a cui però vanno aggiunti 0,869 euro per abitante. S. Teresa, per esempio, il centro demograficamente più importante, dovrebbe sborsare 9 mila e 458 euro.

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